19 ottobre 2016

Caravaggio a Roma (3). Inizia a lavorare nella bottega del pittore Lorenzo Carli, siciliano.

Per ricostruire i primi difficili anni romani di Caravaggio è utile valutare il rapporto che ebbe con il pittore siciliano Lorenzo Carli, nella cui bottega, situata a Roma in via della Scrofa, Caravaggio cominciò a lavorare nel 1596. 

LORENZI CARLI, PITTORE SICILIANO. Di questo pittore, finora poco conosciuto, è stato ritrovato, in occasione della mostra: Caravaggio a Roma...,  e pubblicato, per la prima volta, l'inventario della bottega, redatto alla sua morte avvenuta nel 1597. 
Nel documento notarile vengono descritti 27 dipinti fra Madonne, santi e ritratti di personaggi dell'epoca. 
La scoperta dell'inventario della bottega del pittore madonnaro Carlimorto nella primavera del 1597,  aggiunge elementi di grande rilievo sulla presenza a Roma di Caravaggio e sul genere di dipinti che Caravaggio realizzava lavorando per il pittore siciliano in quei primi anni romani. 
Dal Carli Caravaggio lavorò a ritratti di personaggi famosi, di cui  per la grande richiesta , immagini devozionali, e copie di famose icone di Madonne conservate nelle chiese di Roma.  
Era in sostanza un giornaliero a bottega, che non era ospitato da Carli e che probabilmente, in quel difficile inizio a Roma da immigrato, dovette dormire sulle panche o sotto i banchi delle botteghe degli artigiani nel quartiere della Scrofa.
Lorenzo Carli, originario di Naso in provincia di Messina,  pittore Siciliano, che di opere grossolane tenea bottega  abitò  fino al settembre 1591 in piazza Nicosia. Subito dopo si spostò verso via della Scrofa. 
Una installazione di Bernini
durante le
Quarantore presso la Cappella Paolina
Fondamentale è stato quindi il ritrovamento dell'Inventario dei beni di Lorenzo Carli , negli atti notarili dell'Archivio di Stato di Roma, datato 10 aprile 1597, dove appare chiaro qual era il genere di pittura, la clientela e soprattutto il tipo di attività che svolse presso di lui Caravaggio al suo arrivo a Roma.  Quindi, quando nel marzo del 1596 Caravaggio inizia a lavorare  nella bottega di Lorenzo, questi aveva un'attività bene avviata in una  zona che proprio dalla metà del Cinquecento era stata riqualificata e pullulava di botteghe di pittori a pochi metri una dall'altra.

LA LISTA DELLE QUARANTORE. Finora l’attestazione più antica sulla presenza di Caravaggio a Roma era considerata la Lista delle Quarantore

Le Quarantore indicano il periodo di tempo trascorso da Gesù Cristo fra la sua morte (venerdì pomeriggio) e la sua risurrezione (domenica mattina). La liturgia cattolica commemora quest'arco cronologico con la pubblica adorazione eucaristica del Santissimo Sacramento.

Questo documento reca il titolo originale Lista delli fratelli che anno a stare asistenti alle S(antissi)me Ora(zioni) d(elle) Quar(an)ta Hore ed è conservato presso l’Accademia dei Virtuosi al Pantheon. 

In occasione della festa di San Luca, patrono dei pittori, l’Università dei Pittori, indicata come Società di S. Luca in S. Martina, organizzò una solenne e prolungata funzione religiosa in una data incerta, sebbene attribuita agli anni 1594-95, nella chiesa di Santa Martina al Foro Boario, in onore del Santo protettore.
La lista delle Quarantore venne preparata per organizzare l’adorazione eucaristica  del Santissimo Sacramento esposto per 40 ore consecutive
Nelle Quarantore a turno due persone avrebbero dovuto sostare in adorazione dinanzi all’Eucarestia per un’ora, prima di essere sostituiti dai compagni del turno successivo.
Perchè questo documento è così importante per situare Caravaggio a Roma? In questo elenco non datato di pittori presenti alla celebrazione delle Quarantore organizzata per la festa di san Luca, attribuito agli anni 1594-95, c'è anche Caravaggio, che quindi risulta essere  fra i pittori che assistettero al rito.
idem,
Quarantore
presso la Cappella Paolina

E poichè un recente studio ha accertato che la lista si riferisce con sicurezza al rito svoltosi il 18 ottobre  1597,   la lista ci restituisce l'immagine del pittore Caravaggio nell'atto di assistere, con tanti altri suoi colleghi, ad una funzione religiosa importante.

CARAVAGGIO A ROMA: LE DATE. Come già detto, l' inventario del Carli e altri documenti ritrovati, di cui abbiamo parlato qui >>sono decisivi per testimoniare lo spostamento della data di arrivo di Caravaggio nella capitale dal 1592-93 alla fine del 1595
Caravaggio risulta presente dal marzo del 1596 nello studio romano del pittore Lorenzo Carli. 
Inoltre grazie a queste nuove ricerche vengono alla luce figure, sinora oscure, di questo pittore Carli e di sua moglie Faustina Juvarra
La donna potrebbe essere stata modella di alcuni dei più famosi quadri giovanili di Caravaggio, come la S. Caterina d’Alessandria (Madrid, collezione Thyssen-Bornemisza)e Giuditta e Oloferne (Roma, Palazzo Barberini). 

Personaggi contemporanei a Caravaggio

Clemente VIII Aldobrandini (1592–1605)

E' incoronato papa il 30 gennaio 1592.
In politica estera riesce a mantenere pace e la stabilità, sia in Italia che in Europa, grazie alla riconciliazione con Enrico IV di Borbone, riassumibile nella celebre frase del re francese: «Parigi val bene una messa», e all’intesa con la Spagna.
Sul fronte interno la sua più grande preoccupazione è quella di mantenere sempre alta l’autorità della Santa Sede conducendo una vita esemplare sotto il profilo spirituale. Del rigore con cui applica le leggi contro la criminalità e quelle del Sant’Uffizio contro le eresie sono testimonianza i due famosi processi che si concludono con la decapitazione della giovane Beatrice Cenci, l’11 settembre 1599 a piazza di Ponte, e con la condanna al rogo del filosofo domenicano Giordano Bruno, arso vivo il 17 febbraio 1600 a Campo de’ Fiori.
Si tratta di esecuzioni esemplari legate al clima della Controriforma, la cui ‘vittoria’ fu sancita da Clemente VIII con ilGiubileo del 1600. Per l’occasione commissionò grandiose decorazioni destinate ad abbellire le due basiliche maggiori: San Giovanni in Laterano e San Pietro. Fra i molti artisti attirati a Roma è Caravaggio, che raggiunge in quegli anni la capitale pontificia.

Beatrice Cenci (1577–1599)

Fu decapitata l’11 settembre 1599 nella piazza di Ponte Sant’Angelo, insieme con il fratello Giacomo e la matrigna, Lucrezia Petroni.
L’8 settembre 1598 i tre avevano fatto uccidere il padre di Beatrice e di Giacomo, Francesco Cenci, nella rocca di Petrella Salto nel Regno di Napoli, dove due sicari lo colpirono a martellate. In quella rocca Francesco aveva relegato figlia e moglie sottoponendole a una prigionia privata e alle sue malversazioni.
Nel 1594 Francesco era stato condannato, con motu proprio di Clemente VIII, al pagamento di 100.000 scudi dopo un processo per sodomia e aggressioni. La perdita della cifra pagata, colossale, aveva portato la famiglia alla definizione di uno scontro interno che tra le sue conseguenze ebbe la prigionia delle donne. All’omicidio seguì un lungo e tragico processo di cui fu protagonista la giovane Beatrice, divenuta presto eroina in città.
La sua decapitazione fu seguita da molte migliaia di persone lungo le strade e nella piazza dell’esecuzione.
Il fascicolo del processo fu distrutto negli anni Trenta dell’Ottocento, ma uno zelante impiegato del Vicariato, che lo conservava, fece due copie integrali delle circa mille carte. Una di queste copie è conservata dall’Archivio di Stato di Roma.

Giordano Bruno (1548–1600)

Il grande filosofo accusato di eresia per avere scritto, insegnato e divulgato la sua dottrina sull’unità e infinità dell’universo e sull’immanenza di Dio, fu arrestato a Venezia nel 1592 dopo la denuncia di Giovanni Mocenigo, che lo ospitava in casa sua, poi processato a Roma dal Sant’Uffizio e condannato al rogo dopo un processo durato circa otto anni.
Come per tutti i condannati a morte fu anch’egli confessato e “confortato” dai confratelli dell’Arciconfraternita di San Giovanni decollato, che la notte precedente l’esecuzione sollecitavano ai condannati il loro pentimento, che nel caso di Bruno fu la richiesta di un atto di abiura delle sue convinzioni. La trascrizione del colloquio,  esposta nella Mostra, è insolitamente breve, perchè, come affermano i confratelli, «finalmente stette sempre nella sua maledetta ostinatione aggirandosi il cervello e l’intelletto con mille errori et vanità».

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1. Caravaggio a Roma (1). Nuovi documenti cambiano dettagli della sua vita. clicca qui
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2. Caravaggio a Roma (2). Rivalità, invidia e querele fra pittori nel 1603 
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BIBLIOGRAFIA. Vedi anche "L'esercito mio è di pittore" : Caravaggio e l'ambiente artistico romano" a cura di F.Curti, M.Di Sivo, O.Verdi, Roma, 2011, Roma moderna contemporanea.