16 luglio 2016

Da Roma a Terracina. Pio VI in viaggio (1780-87) per la bonifica delle paludi pontine

Considerando la difficile situazione delle vie di comunicazione nello Stato pontificio e dei mezzi di trasporto, mettersi in viaggio nelle epoche passate era veramente un'impresa!
I pontefici però si sono sempre spostati da Roma per vari motivi.
SCOPO DEI VIAGGI. Che cosa li spingeva a intraprendere i viaggi, spesso lunghi e soprattutto disagiati, che mal si adattavano alla figura classica del papa, almeno come viene raffigurato in vari dipinti, e quasi sempre in età avanzata? Presupposto importante di alcuni di questi viaggi era il fatto che si trattava di  sostenere delle iniziative, cui alcuni papi tenevano molto, e in cui avevano investito molto denaro. Recandosi sul posto c'era modo di controllare lo stato dell'arte, dando lustro all'iniziativa stessa in modo da incoraggiare il suo proseguimento, con effetti benefici sul prestigio dello Stato. 

VISITA AI LAVORI DI BONIFICA. E’ questo il caso dei viaggi effettuati dal pontefice Pio VI (Braschi, 1775-1799) per visitare i lavori di bonifica da lui voluti per il prosciugamento delle paludi pontine, nel tentativo di recuperare alla coltivazione l'ampio territorio a sud della capitale. Si trattava di un' immensa landa paludosa che si estendeva da Cisterna fino a Terracina. Nei viaggi  il papa è accompagnato da suo nipote il monsignor Romualdo Braschi- Onesti, che diverrà successivamente cardinale.
ASR, particolare del Catasto Alessandrino
 Sviluppo della strada
fuori Porta S. Sebastiano e Latina fino a Nettuno..1660

LUIGI BRASCHI ONESTI. Il papa aveva anche un altro nipote: Luigi Braschi Onesti, personaggio di rilievo della società romana dalla vita fastosa e spregiudicata. 
In questo business delle paludi pontine Luigi Braschi-Onesti era direttamente coinvolto.  In pochi anni  era diventato padrone di un vasto patrimonio terriero. Come? Numerosi territori dell'Agro romano li aveva avuti per donazione, mentre altri gli erano stati  ceduti in enfiteusi. Si trattava proprio di una grossa parte dei terreni bonificati nel 1777 nell'area delle paludi pontine!!! 
I viaggi intrapresi da Pio VI avevano quindi dei dei motivi collegati ai suoi interessi privati  e a quelli dei suoi nipoti, in particolare del nipote Luigi.
STRATEGIA DI PIO VI. Durante il  suo lungo pontificato, intenso di avvenimenti politici, il pontefice Pio VI* prese a cuore anche il miglioramento delle  vie di comunicazioni, e promosse la bonifica dell'Agro romano. 
Pio VI
(1775-1799)
Questo progetto,  tentato anche da altri pontefici, a fronte di enormi spese ebbe risultati scadenti nel risanamento della zona paludosa e pesanti conseguenze per il bilancio statale, con un preoccupante  crescita del debito pubblico. Discutibile poi fu la gestione amministrativa e finanziaria, mirata all'arricchimento dell'entourage del pontefice e del nipote Luigi,  personaggio di rilievo della società romana.
LAVORI ALLE STRADE. Se difficile si presentava la situazione delle strade in generale, la via Appia ,  strada principale per raggiungere questi territori e continuare fino a Napoli, era molto malridotta: per gli alberi cresciuti disordinatamente, per il fondo dissestato, invasa  dalle  acque, dal fango che la rendevano inutilizzabile al transito di mezzi e persone. Pertanto Pio VI decise e trovò le risorse per la sua sistemazione, curando anche il suo aspetto estetico facendola ornare di una doppia fila di olmi, da Tor Tre Ponti fino alle porte di Terracina. 
Luigi Braschi Onesti
(1745 - 1816)
BONIFICA DELLE PALUDI PONTINE. I lavori per la bonifica ebbero inizio nell'autunno del 1777. Primo passo fu quello, come detto, di recuperare la possibilità di transito sulla antica e abbandonata via Appia; e, realizzando le cosìdette migliare, impiantare un sistema di strade e canali ortogonali all'Appia. Oltre a ciò, il nome di papa Pio VI è legato alla costruzione del canale, che fiancheggia la fettuccia, ideato per risolvere il problema dello scolo delle acque. Iniziato nell'estate del 1778 fu completato dopo oltre tre anni, per una lunghezza complessiva di 21.539 metri. Al canale fu dato il nome di Linea Pio. 
Queste opere di bonifica però non furono accompagnate dal consenso dei Comuni e dei privati, interessati a mantenere le peschiere costruite sui canali, che impedivano il regolare deflusso delle acque, provocando allagamenti nei campi.
Questi stessi motivi impedirono che l'opera del papa bonificatore avesse un seguito e una conclusione negli anni successivi.
   

Visita di Pio Vi
alle paludi
VIAGGI DEL PONTEFICE PIO VI. Proprio a cominciare dal mese di aprile 1780 fino al 1787, iniziano una serie di viaggi del pontefice per controllare i lavori intrapresi in questi territori. Dopo ogni viaggio veniva stesa una Relazione (anonima), che come in un diario riporta giorno per giorno  le giornate del papa fuori dai palazzi vaticani: tappe, incontri, luoghi di permanenza, luoghi di visita,  pranzi offerti, modi di ricevimento dell'importante comitiva ( etc.).  Particolare rilevanza viene data ai diversi incontri avuti con le autorità locali, tutte desiderosi di essere ammessi al suo cospetto.
Si parte quindi con l'uscita da Roma. Un solenne corteo deve arrivare a Terracina. Si trattava (nel primo viaggio) di due carrozze con tiri di posta a 6 cavalli montati da postiglioni con uniforme, e stemma del Generale delle Poste. Nella prima carrozza c’era il pontefice, accompagnato dal nipote, mons. Braschi- Onesti, e mons. Contesini elemosiniere (cioè un cameriere segreto del papa).
La seconda, era occupata da due cappellani, un aiutante di camera e da un’altra persona di servizio. Seguiva uno strascino, cioè un carro a 4 ruote con copertone di tela incerata, mezzo di trasporto diffuso in città. Al seguito era anche il facocchio, che si occupava della manutenzione  delle carrozze. Due palafrenieri erano invece sulle carrozze. Al seguito del  Papa erano sei carrozze, che però lo accompagnano soltanto fino all’uscita da Roma.
Uscito da porta S. Sebastiano, prima tappa è Albano, dove il pontefice è ricevuto con tutti gli onori del caso. Quindi si prosegue per Genzano dove è allestito un rinfresco.
Il terzo giorno arriva a Terracina dove, fra l’altro il papa si reca a piedi all’antico porto. Successivamente giunge nella zona di Porto Badino per visitare i lavori al canale denominato dal suo nome Linea Pio. Furono inoltre costruiti 39 canali di scolo,  denominati  migliare,  per  la  distanza  di un miglio romano (metri 1500 circa) che intercorreva tra l'una e l'altra.
Le visite del papa sono occasione per le autorità locali e religiose di farsi ricevere dal Santo padre.

LE CARTE D'ARCHIVIO. I resoconti di questi viaggi sono conservati nell'archivio di Stato di Roma nel fondo Camerale II, Paludi Pontine.  Mentre pregevoli piante  della zona bonificata si trovano invece nella Collezione Disegni e Mappe (continua).
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* Questo pontefice, nato a Cesena, vantava un bel curriculum prima dell'elezione: dal 1766 aveva rivestito l' importante carica di tesoriere della Camera apostolica, cioè Ministro delle finanze, cominciando così ad interessarsi al risanamento della disastrata situazione economica dello Stato pontificio.
[immagini: N.1, ASR, Carta delle paludi pontine, 1777; N.2 Ritratto di Pio VI; N.3 ASR, Catasto Alessandrino, Porta San Sebastiano, particolare del sec. XVII; N.4, Ducros, Abraham Louis Rodolphe,Visita di Pio VI alle Paludi Pontine,1786, Museo di Roma]