Visualizzazione post con etichetta Maestri di edifici e di strade. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Maestri di edifici e di strade. Mostra tutti i post

22 settembre 2021

Anche al tempo di Martino V (1417-1431) Roma viveva nel degrado..

Piazza Navona
 nel Rinascimento
L'11 novembre 1417 viene eletto papa il cardinale Oddone della potente famiglia dei Colonna e consacrato nella cattedrale di Costanza il 21 novembre con il nome di Martino V (1417-1431)
Con questa elezione (come già scritto qui) si chiude la dolorosa parentesi dello scisma di occidente caratterizzata da guerre civili, tirannie da parte delle  potenti famiglie romane, e violenze del popoloI romani, che in quel periodo sono 30.000,  vivevano miseramente. 
Nonostante il degrado, rimaneva intatto il fascino della Roma antica e ancora molto forte il prestigio della capitale della cristianità. 

IL DEGRADO DI ROMA. Una conferma viene dall’umanista Bartolomeo Platina che così descrive Roma al ritorno di Martino V, nella biografia del pontefice: «[Martino V] Trovò la città di Roma talmente devastata e spopolata, che pareva aver perso ogni aspetto civile. I palazzi sembravano sul punto di crollare, gli edifici sacri andati in rovina, le strade deserte, la città fangosa e abbandonata, afflitta dalla povertà e dalla carestia. Che devo dire di più? Non vi si poteva scorgere nessuna traccia di civiltà urbana. Avresti detto che tutti i cittadini fossero dei semplici inquilini». Insomma un quadro di decadenza spaventosa. 

Martino V  si trova ad affrontare molti problemi. Deve restituire potere e autorità al papato a Roma e nei territori della Chiesa. 
Il papa capisce che servono dei simboli visibili e plateali per mostrare l'accresciuto potere pontificio e la rinnovata grandezza a Roma. 

MARTINO V E I MAESTRI DI STRADA. Chiuso il concilio il 22 aprile 1418, Martino V parte per l' Italia e arriva, dopo 3 anni di peregrinazioni, a Roma il 30 settembre 1420; vi è accolto in trionfo dalla popolazione che spera fortemente in lui. 
Il tempo di organizzarsi e chiamare a Roma l' umanista Poggio Bracciolini come segretario e consigliere sul da farsi, rimboccandosi le maniche per ridare vita alla città. 
Prima di tutto si preoccupa di ristabilire ordine in  una città allo sbando chiamando i «magistri viarum», cioè gli ispettori stradali, che come autentici poliziotti ripuliscano le strade da ladri e malviventi.
Nel 1423 indice un giubileo, basandosi sulla cadenza di 33 anni (quelli della vita di Cristo). E' di due anni posteriore la famosa Bolla Etsi in cunctarum... con cui denuncia ai suoi contemporanei, senza mezzi termini, il degrado di Roma... (leggi qui >>)

NUOVE STRADE. A partire dalla metà del '400 i Maestri di Strade assumono sempre più importanza nella vita cittadina, grazie a importanti compiti relativi alla viabilità urbana
Così nel periodo tra la metà del '400 e la metà del 500 mentre a Roma Martino V e i suoi seccessori avviano varie iniziative artistiche, si assiste anche ad un intenso sviluppo urbanistico tale da far sorgere il problema della manutenzione ed ampliamento della rete viaria  e della costruzione di nuove strade e piazze
Uno dei problemi era quello di fare le selciate nelle strade di Roma. Di qui la decisione di addossare le spese ai padroni delle case la cui facciata era posta sulla strada, cosìdetti frontisti. E se poi, come spesso accadeva i proprietari non avessero pagato questi lavori, la magistratura poteva procedere al sequestro dei beni e perfino alla carcerazione. Ovviamente questa decisione non incontrò il favore dei proprietari tanto che ben presto prevalse l'uso, fino alle riforme del XIX secolo, di fare eseguire i lavori di riparazione delle selciate delle vie urbane direttamente ai proprietari (o inquilini) frontisti, a loro spese e previa intimazione spedita a cura della magistratura delle strade. 

In caso di inadempienza i Maestri e poi la Presidenza delle strade provvedevano a far eseguire i lavori dai capomastri muratori dei rioni, imponendo poi una tassa ai proprietari, proporzionale all'estensione della facciata dell'immobile.

Frequenti le polemiche tra cittadini e i Maestri e poi la Presidenza, per la scarsa qualità dei materiali e dell'accuratezza dei lavori fatti eseguire dagli utenti. 
Invece per la manutenzione delle piazze, già all'epoca importanti snodi per la viabilita della città, ci pensava direttamente la magistratura  con le sue maestranze. 
LE CARTE D' ARCHIVIO E LA BIBLIOGRAFIA. Alcune testimonianze sulle competenze dei magistri sono nella  documentazione statutaria emanata nel secoli XIV- XV e in alcune bolle pontificie (vedi post precedente)
Mentre per i secoli successivi ci si dovrà riferire a quanto conservato nel grande archivio della Presidenza delle strade,  presso l'Archivio di stato di Roma. 
Cfr. Daniela Sinisi, La Presidenza delle Strade,  in Maria Grazia Pastura Ruggero, La Reverenda Camera Apostolica e i suoi archivi secoli (XV-XVIII) con contributi di Paolo Cherubini, Luigi Londei, Marina Morena e Daniela Sinisi, Archivio di Stato di Roma - Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica, Roma 1987, pp. 100-118
Cfr.anche O.Verdi, Maestri di edifici e strade a Roma nel secolo XV,Roma nel Rinascimento, 1997.
Per Martino V vedi anche l'enciclopedia Treccani dei Papi alla pagina :http://www.treccani.it/enciclopedia/martino-v-papa/

11 marzo 2013

Restyling di strade e piazze romane. Nel '500 nasce la Presidenza delle strade.


Piazza san Pietro in una stampa del Seicento
A Roma attualmente è una vera e propria emergenza per le piazze e le strade: buche, avvallamenti, asfalto rovinato etc. creano moltissimi problemi alla circolazione. 
A differenza di quel che accade oggi, le piazze e le strade nei secoli passati erano destinate ai cittadini piuttosto che alla circolazione di vetture e dei mezzi di trasporto.
Per la Roma dei secoli passati, questa situazione è raccontata dai tanti bandi e dagli editti emanati dal Tribunale delle strade, antica magistratura pontificia..
E con il passare del tempo i vari problemi erano destinati ad aggravarsi ... e perciò, a partire dal 600, negli stessi bandi si può trovare già la preoccupazione che le belle piazze romane e le strade non divengano un abituale posteggio per i tanti e diversi veicoli con ruote che,  cominciavano a circolare per Roma carichi di merci e talvolta di persone...

LA PRESIDENZA DELLE STRADE. Nella Roma che sta crescendo per diventare la città  capitale del papa e della chiesa universale, i pontefici sentono sempre di più  la necessità di poter contare su una struttura che controlli il territorio urbano e risolva i problemi del vivere quotidiano: strade e piazze pulite e accessibili, nettezza urbana regolamentata, denuncia degli abusi edilizi  etc...*
E così dalla metà del '500, comincia a rendersi operativa in tal senso la magistratura delle strade, che riceve una sistemazione normativa ed organizzativa più o meno definitive solo sotto il pontificato di Innocenzo XII (1691-1770), con la bolla « Sacerdotalis et Regiae Urbis» del 28 novembre 1692.

22 ottobre 2007

Vigilare sull'edilizia a Roma nel '400 .I Maestri di edifici e strade.


Verso la fine del Rinascimento Roma rimaneva – nonostante alcune recenti innovazioni edilizie e prestigiose costruzioni - sostanzialmente una città caotica d’aspetto medioevale. 
Proprio tra la seconda metà del ’400 e il ‘500 si attua, grazie alla volontà di alcuni pontefici e alla legislazione emanata per regolamentare i lavori pubblici, un indirizzo politico teso a diminuire l'interesse di privati a favore di una maggiore utilità pubblica. 

MAESTRI DI STRADE E EDIFICI. A tale scopo si precisano e sostanzialmente si rafforzano le funzioni  dei Maestri delle strade e di edifici. 
Questa magistratura era stata istituita dal comune capitolino in periodo medioevale proprio per dirimere le questioni collegate al disordinato sviluppo urbanistico di Roma, che avveniva senza regole ed era troppo legato ad interessi privati.
I Magistri sono già attivi a Roma dai secoli XIII e XIV. Il loro operato ci riporta ad una Roma particolarmente caotica e litigiosa, dove si litiga spesso per problemi collegati a confini, alle mura, agli scoli e ai deflussi delle acque. 
E così, in quest'epoca, l'attività prevalente dei Magistri è proprio quella di giudici nel dirimere tutte queste controversie. A ciò si aggiunge anche una facoltà ispettiva sulla viabilità e nettezza urbana di Roma.
I pontefici comunque si appoggiano a questa magistratura, a cui progressivamente verrà attribuito un ruolo decisivo nello sgombrare la città dall'invadenza dell'abusivismo privato.  
La storia collegata  alla politica urbanistica di Roma è un intricato intreccio di  provvedimenti pro e contro questi magistrati, sia per porre rimedio alla   inadempienza  e negligenza spesso dimostrata nello svolgimento dei loro incarichi, sia per questioni attinenti alle volere dei pontefici.  
Il percorso lungo e travagliato iniziato all'epoca di Martino V,  si completa solo  nel corso del '400 prima con Niccolo V (1447-55)  e poi con Sisto IV (1471-1484) quando i Maestri di edifici e  strade entrano definitivamente a far parte dell'organigramma  delle magistrature dipendenti dall' autorità pontificia. 
In quanto tali gli vengono riconosciuti compiti e responsabilità, e vengono dotati di strumenti idonei a perseguire la volontà pontificia.

LE LICENZE EDILIZIE. Ma ancora più importante è il controllo e la gestione del suolo pubblico tramite la concessione di licenze edilizie, che rappresentano un ruolo chiave nella risistemazione urbana di Roma. 
E il '400  è un momento d'oro per l'edilizia pubblica e privata! 
Da un lato c'è il papato che, dopo l'esilio avignonese,  vuole riprogettare la città sede dell'autorità pontificia e simbolo della cristianità, dall'altro un nucleo di privati che, approfittando delle poche regole stabilite fino a quel momento per ottenere concessioni di suolo pubblico, si erano dedicati con profitto agli investimenti immobiliari.

Non a caso proprio le licenze edilizie e i pemessi di costruzione sul suolo pubblico diventeranno un valido strumento in mano ai pontefici per controllare lo sviluppo urbanistico di Roma. E così le licenze diventano terreno di scontro fra il papato e i Magistri. Magistri proprio su questo campo combatteranno una dura battaglia per difendere questa loro importante prerogativa anche nel secolo successivo. In pochi decenni infatti i Magistri verranno espropriati di questa facoltà a favore prima del  Camerlengo  e solo successivamente del Presidente delle strade.
Creato per affiancare il Camerlengo nelle decisioni più importanti, quali proprio la concessione di suolo pubblico, il presidente all'inizio si sovrappone ai Magistri. Fino ad arrivare al '600, quando i maestri delle strade dovettero cedere  la direzione del settore al presidente.

GLI STATUTI DEI MAGISTRI. Come testimonianza di  tutte le funzioni attribuite ai maestri di strade  si possono leggere gli statuti (1410 e 1452).  
Si tratta di raccolte delle norme fondamentali, che delineano le loro funzioni, che si accrescono nel tempo.  Come esempio valga la gestione, il controllo e le riparazioni del corso delle acque e i problemi ad esse correlati, che insieme al controllo del corso del fiume e alle riparazione dei sistemi fognari entrano nella loro sfera di azione.

LE CARTE D'ARCHIVIO E LA BIBLIOGRAFIA. Poca è la documentazione per i Magistri..Presso l' Archivio storico capitolino, sono conservati alcuni registri di licenze dei Magistri realtivi al 1586-89 e 1602-34. Alcune testimonianze sono nella  documentazione  statutaria emanata nel secoli XIV- XV e in alcune bolle pontificie cfr. C. SCACCIA SCARAFONI, L’antico statuto dei “magistri stratarum” e altri documenti relativi a quella magistratura, in in «Archivio della Società romana di storia patria», n. 50, fasc. III-IV (1927), pp. 239-308. 
Per il '400 e '500 , l'archivio della Presidenza delle strade è lacunoso,  la documentazione inizia ad avere consistenza dagli anni sessanta del '500. In questo periodo, comincia a formarsi la documentazione dell'importante archivio dei Notai di acque e strade (vedi sotto), e quella delle lettere patenti, conservate, nell'Archivio di Stato di Roma, nella Presidenza delle strade.  Si tratta di una ricca serie di licenze edilizie  e permessi di costruzione sul suolo pubblico rilasciate dai Magistri: le cosìdette lettere patenti, , che con poche lacune , registrano il lavoro svolto a Roma da questa magistratura  per il periodo tra seicento, settecento fino al 1833, con qualche lacuna.

Vedi anche :   O. Verdi, Maestri di edifici e strade a Roma nel secolo XV, Roma nel Rinascimento, 1997.
Interessante è poi l'enciclopedia Treccani dei Papi alla pagina : http://www.treccani.it/enciclopedia/martino-v-papa/
Per i Notai che rogavano a Roma  segnaliamo la recente pubblicazione In presentia mei notarii, piante e disegni nei protocolli dei notai capitolini (1605-1875) a cura di Orietta Verdi.
---------
[Immagini: N. 1 . Pietro del Massaio, Pianta di Roma, 1472]
Immagini .N.2 Roma nel rinascimento]

20 ottobre 2007

Il degrado di Roma al tempo di Martino V(1417-1431)


Piazza del Campidoglio
L'elezione del pontefice Martino V (1417-1431)  mette fine allo Scisma d'Occidente (1378 - 1417), periodo in cui Roma fu abbandonata alla lotta fra le diverse fazioni interne e la corte pontificia trasferita ad Avignone. 

IL RITORNO DEL PAPA A ROMA. Dopo un lungo periodo in cui lo Stato della Chiesa era sfuggito quasi completamente alla sovranità pontificia, il pontefice Martino V si appresta  a tornare  a Roma nel 1420  e vuole portare la città all'antico fasto, visto la stato di degrado e le misere condizioni in cui la città si trovava dal secolo precedente.  
Roma si presenta a Martino V in un grave stato di abbandono, con alti tassi di delinquenza comune, e priva delle infrastrutture fondamentali e necessarie alla convivenza civile.
Il papa vorrebbe iniziare subito una intensa attività di ricostruzione e abbellimento della città, che avrebbe aumentato il prestigio del suo pontificato. Ma , come al solito, mancano i soldi..così 

nel 1423 viene indetto un giubileo per le ricche offerte che questo avrebbe comportato. 
Naturalmente i cambiamenti da lui proposti non erano ben visti, in quanto a Roma erano ancora attivi forti particolarismi e autonomie (oggi si chiamerebbero lobby) legati a gruppi di potere costituiti da potenti famiglie romane. Il papa stesso apparteneva ad una  una delle più antiche e importanti famiglie patrizie di Roma: i Colonna .
NUOVI PROGETTI PER ROMA. Marino V sente,  come prioritario per il potere centrale, la necessità di imporre nuove regole e si dimostra portatore anche di nuove  esigenze,  che riguardano l'urbanistica della città, fino a quel momento ferma al valore della conservazione, imposto negli anni precedenti dall'amministrazione del Comune romano. 

Da ora in poi le nuove parole d'ordine saranno per lui ed i suoi successori: “ornare” e  “abbellire Roma  con piazze e strade più grandi, ma anche con edifici “decorosi” per poter realizzare un grande progetto : quello di ricostruire Roma, in modo che la città potesse essere diventare partecipe del sistema politico italiano ed europeo che si stava creando. Martino V fu il primo papa ad occuparsi di un rilancio di Roma anche in termini monumentali e artistici. Nel frattempo la città aveva iniziato ad essere un polo di attrazione per artisti desiderosi di studiare e confrontarsi con la tradizione classica delle sue rovine.


Roma nel 1493
DEGRADO DI ROMA. Forte della riconquistata posizione centrale del papato, Martino V decide che è giunto il momento di di far sentire a tutti  la sua voce.
Come?  Con l’emanazione nel 1425 della bolla *(vedi nota) pontificia Etsi in cunctarum... con cui denuncia ai suoi contemporanei, senza mezzi termini, il degrado di Roma [..grandem deformitatem seu ruinam potius abhominabilem ... ] **(vedi nota). 
Il degrado era da attribuire, secondo il pontefice, principalmente al disordinato sviluppo urbano di Roma, dove prevalevano gli interessi privati, e  alla grave situazione igienico sanitaria della città, conseguenza dell'attività lavorative di macellai, pescivendoli e conciatori.... 

MAESTRI DI EDIFICI E STRADE. Il pontefice punta il dito anche contro il decadimento del governo comunale,  e sulla latitanza dell'antica e prestigiosa magistratura dei Maestri di edifici e strade. 
Ma chi erano questi Maestri di edifici e strade?  Già attivi nella Roma dal '300, erano ufficiali del governo capitolino, che ormai mal assolvevano ai loro compiti di vigilanza sull' assetto urbano della città. 
Così,  per attuare i suoi obiettivi, il papa  decide di restituire ai Magistri le antiche competenze.
Il loro era infatti un ruolo determinante per la vita di Roma, sia in quanto giudici nelle tante controversie private  in tema di confini, edifici, mura, scoli e deflussi delle acque, che come ispettori sulla viabilità e nettezza urbana. In conseguenza di queste importanti funzioni, i Magistri influivano  anche sulla gestione e controllo dei patrimoni immobiliari.
Roma, il Colosseo nel 1472
I Maestri però, per le vicende che avevano caratterizzato il periodo turbolento, in cui i papi risiedevano ad  ad Avignone,  non si erano dimostrati affatto imparziali, legandosi agli interessi della potente aristocrazia municipale romana(vedi nota).
La situazione subisce quindi un radicale cambiamento a partire da Martino V, il rifondatore dello Stato pontificio.
Dalle parole si passa ai fatti, così Martino V decide di emanare un atto ufficiale [la bolla : Reintegratio antiqui Officii et jurisdictionis Magistrorum viarum urbis eiusque districtus] con cui ribadisce alcune facoltà e poteri, già attribuiti ai Maestri delle strade. 
Non solo, procede senza indugio a nominare lui stesso a questa carica due nobiles viri romani,  senza passare attraverso l’approvazione dei magistrati del Comune romano.
I Maestri diventeranno così lo strumento della politica urbanistica portata avanti e realizzata dai successori Nicolò V(1447-1455) e  Sisto IV (1471-1484),  impegnati anch'essi a ridisegnare la città

Nel tempo seguono vari Statuti con cui si definiscono meglio le loro competenze, fino ad arrivare allo Statuto del 1452, emanato durante il pontificato di Nicolò V,   in cui la nomina dei Maestri, che precedentemente aveva oscillato fra varie autorità comunali, passa invece da questo momento in poi al : …beneplacito de Nostro Signore et de chi fosse per la Sua Santità...
Inizia da quel momento un difficile rapporto con l’autorità pontificia...

LE CARTE D' ARCHIVIO E LA BIBLIOGRAFIA. Alcune testimonianze sulle competenze dei magistri sono nella  documentazione statutaria emanata nel secoli XIV- XV e in alcune bolle pontificie (vedi post precedente). Mentre per i secoli successivi ci si dovrà riferire a quanto conservato nel grande archivio della Presidenza delle strade,  presso l'ASR vai a [...]
Cfr.anche O.Verdi, Maestri di edifici e strade a Roma nel secolo XV, Roma nel Rinascimento, 1997.
Per Martino V vedi anche l'enciclopedia Treccani dei Papi alla pagina : http://www.treccani.it/enciclopedia/martino-v-papa/
-------------------------
*Bolla = Il termine prende il nome dalla parola latina “bulla”, che significa sigillo, che s’imprimeva sulla ceralacca calda per sigillare i plichi, e stava ad indicare l’autenticità d’un documento pubblico.
**nell’arenga “parte dove viene espressa la motivazione in stile retorico del motivo del rilascio d el documento, per lo più con richiami al dovere pastorale del pontefice oppure ai meriti del destinatario” vedi sito http://asv.vatican.va/).
------------------
[immagine n. 1 Anonimo, Veduta della Piazza del Campidoglio (metà del XVI sec.Musèe du Louvre, Parigi)
immagine n. 2 Martino V - ritratto del Pisanello, 15.. (galleria Colonna)
immagine n. 3 Hartmann Schedel, Pianta di Roma, 1493.
immagine n. 4 Pietro del Massaio,  Pianta di Roma , 1472.
immagine n. 5, medaglia raffigurante Martino V (1417-1431)]