28 febbraio 2015

Scene di vita romana accanto alle fontane. Igiene e ambiente a Roma.


A Roma, il popolo svolgeva la sua vita per la strada e in piazza, animate entrambe dai banchi dei mercati, dai venditori ambulanti,  dalle botteghe artigianali,  dalle bestie che circolavano liberamente e da quelle portate a Roma per scopi di vendita o per trasportare merce e...dai tanti sfaccendati che andavano vagando di zona in zona. 
A ciò si aggiungeva il passaggio di carrozze di vario tipo, di carri e carrette, spesso pericolose per i pedoni.  Ovviamente il possesso e l'uso della carrozza era riservato alla  cerchia della nobiltà e delle gerarchie ecclesiatiche.

CONDIZIONI IGIENICO-SANITARIE. Il popolo romano viveva  in una condizione igienico e  ambientale, come risulta dalle cronache del tempo e dalla normativa emanata,  decisamente scadente e tale si mantenne fino a tempi relativamente recenti. [vedi altro articolo]

Infatti le misure igieniche, che influiscono sulla durata media della vita umana, aumentano notevolmente solo quando  negli stati moderni si comincia ad organizzare e a legiferare su: rifornimento di acqua potabile, smaltimento dei rifiuti, attività di costruzione di abitati e di strade asfaltate,  allevamento di bestiame e tenuta di animali domestici, commercio di alimentari, norme di lavoro, polizia mortuaria (etc).

IMPORTANZA DELL'ACQUA. I pontefici e le alte cariche del governo di Roma erano però consapevole dell'importanza dell'acqua per la città, e perciò i problemi relativi al suo approvvigionamento e gestione  sono affrontati già a partire dal  '400.[per saperne di più]

Una buona gestione delle risorse idriche è infatti, ieri come oggi, indispensabile per la vita  della città e  per migliorare  le condizioni igieniche in cui vive la popolazione. 
A Roma alcuni problemi rimarranno costanti nel tempo, in quanto connaturati al sistema di distribuzione dell'acqua che  non raggiungeva la maggior parte delle abitazioni del popolo (almeno fino a fine '800), quasi sempre  vere e proprie bicocche.

Roma e i romani era però fortunati..Meno male che c'erano le fontane, le fontanelle, i lavatoi di ogni tipo che permettevano al popolo di prelevare acqua, lavare i panni e ogni sorta di alimenti , nonchè rinfrescarsi... E la figura della lavandaia, intenta a svolgere il suo lavoro presso la fontana, o meglio il lavatoio, ritorna spesso nelle immagini di quei tempi.
Così si poteva  utilizzare l' acqua che era, ed è,  indispensabile per ogni attività della vita quotidiana.
Spesso però proprio questi usi, spesso impropri, delle fontane monumentali, quelle poste al centro delle belle piazze romane che dal 1500 avevano cominciato ad essere un ornamento privilegiato dai papi per abbellire Roma,   erano oggetto di molti divieti e proibizioni, ovviamente sempre violati dal popolo....

BANDI, EDITTI, NOTIFICAZIONI. Di grande interesse è quindi la lettura della raccolta dei bandi, editti, notificazioni emanati a Roma dal papa e dalle magistrature competenti sulla gestione delle fontane, acquedotti (etc) .
Queste normative dovevano formalmente avere un carattere solenne ed essere di chiaro impatto visivo anche per chi... non sapeva leggereCioè per la maggior parte dei romani
Avevano quindi una duplice valenza: quella normativa, che intendeva regolare la vita dei cittadini in ogni suo aspetto (dalla salute alla pubblica sicurezza, ai mercati, alle strade, alla giustizia) e quella più propriamente simbolico-visiva, caratterizzata dal risalto grafico dato agli stemmi, per evidenziare e manifestare a tutti, anche agli analfabeti, il potere e il controllo esercitati dall’autorità pubblica. 
Dei bandi venivano fatte più copie, fino a 1.000 per i casi più importanti; poi erano esposti per vari giorni nei “loci soliti” (a Roma “in acie campi Florae” o “ad valvas Curiae/Basilicae”) e quindi conservati negli archivi delle autorità emananti.


Il mercato a piazza Navona
(secolo XIX)
REGOLAMENTARE L'USO DELLE FONTANE. nel giugno 1629 viene emanato dal card. Camerlengo, l’«Editto che Piazza Navona e le Fontane publiche si conservino nette » che ci aiuta a dimostrare la verità di quanto appena detto. 
Ovviamente sono tanti gli editti, bandi, notificazioni pubblicate su questo argomento, spesso reiterati nei secoli dalla magistrature romane competenti.
In questa bellissima piazza romana si faceva ..il passeggio solito..con cavalli, carrozze, cocchi & a piedi.., inoltre era anche sede di mercato
Per motivi attinenti all’igiene e all’ordine pubblico, era costante preoccupazione dell’autorità preposta  ..che si mantenghi ben netta & spurgata d’ogni sorta d’immondizie..& che tutte le fontane publiche si conservino nette. ...

Perciò almeno una volta a settimana gli incaricati della pulizia della piazza dovevano spurgare la chiavica, quasi sempre otturata da sporcizia di ogni tipo e che -anche a causa delle piogge ricorrenti   - provocava l’allagamento delle case circostanti. Le proibizioni si rivolgono a chi ..ardisca fermarsi con some di paglia, o fieno,..far sporcitie in detta piazza o intorno alle fontane, o beveratoro d’essa.. . Nè si poteva:
. .votare, ne abbrugiare, ne fare abbruggiare pagliaricci, fieno, paglia….
Il bando elenca poi tutte le attività a cui questa stupenda piazza faceva da palcoscenico. A cominciare dagli artisti, invitati a :..stare al filo, o vero seg no, che gli sarà assegnato dal Commissario di detta piazza
A seguire i ...ciarlatani, cavadenti, semplicisti, o,altri, che fanno circolo in detta piazza... Rigide proibizioni , cioè la galera, sono poi per ...li vagabondi, baronacci, ciambellari et altri..trovati o intorno alle fontane a giocare a carte,dadi, girello, ossi, bocciette, piastrelle & simili “.
vengono citati anche i  “carrettieri, cocchieri,carrozzieri.. che  non potevano …lavare cocchi, carette, ne bagnare, rinfrescare le rote di esse, ne meno lavar piedi a cavalli o altri animali. 

Il bando detta anche norme più generali relative a tutte le altre fontane pubbliche di cui era ricca Roma .
E' così possibile seguire alcuni usi ed abusi connaturati alla vita cittadina dell’epoca. 

Per contrastare  questi usi e abusi disordinati  delle fontane si dettano norme, come sempre però disattese ben presto dalla popolo.
 Tant'è che bandi di questo tenore si susseguirono ripetutamente nel tempo …che dentro di esse (le fontane n.d.a.) nessuna persona ci possa notare, ne meno lavar panni, stracci, cerchi, barili, herbaggi, carne, pesci, insalata, nèin esse buttarci veruna qualità d’immonditie, e sporcitie especialmente cani, gatti, o altri animali vivi o morti, nètenerci forte alcuna robba da rinfrescare, o bagnare, ne meno nelli balaustri, e pietre, che sono intorno...
I custodi di queste ultime, che in quest’epoca risultavano essere quattro, avevano anche la funzione di denunciare i contravventori, altrimenti sarebbero stati loro stessi privati del salario e delle gratifiche.

LE CARTE D'ARCHIVIO E I BANDI . Per ritrovare testimonianze di quanto detto possono essere utili alcuni documenti conservati presso l'Archivio di Stato di Roma, e che recano traccia di  dei problemi connessi alla gestione e manutenzione dell'acqua, che riforniva  Roma nelle belle fontane, nelle fontanelle e negli abbeveratoi . Vedi l'archivio della Presidenza degli acquedotti urbani, e la Collezione dei bandi, tutto consultabile presso l'Archivio di Stato di Roma