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| Archivio di Stato di Roma |
Nello Stato pontificio c'era infatti stato solo qualche modesto tentativo per i molti ostacoli che qui minavano il difficile cammino delle riforme.
E così alla fine dell'udienza la decisione è presa da Pio VI (1775-1799) - il papa nativo di Cesena - appena eletto.
Egli decreta un viaggio-ispezione che avrebbe portato mons. Guglielmo Pallotta, Tesoriere generale della Reverenda Camera apostolica, e il suo seguito da Roma in su, fino alle province settentrionali.
Papa Braschi era un conoscitore delle finanze pontificie, in quanto precedentemente, nel 1766, (durante il pontificato di Clemente XIII, 1758-1769),), aveva rivestito la importante carica di Tesoriere della Reverenda Camera apostolica, cioè il Ministro delle finanze.
SCOPI DEL VIAGGIO. Scopo di questo viaggio-ispezione è dunque quello di avere informazioni precise sui possedimenti statali (tenute, fortezze, magazzini etc.), sulla situazione delle attività manifatturiere e commerciali nelle province.
Il papa è interessato anche a conoscere le modalità di esazione dei dazi e delle gabelle di transito interne.
Pio VI voleva che persone di sua fiducia, con precise direttive, verificassero e completassero le informazioni, già in parte in suo possesso. Queste ultime provenivano da alcuni amministratori locali, o da precedente relazioni,: da persone di cui il papa forse poco si fidava. Di qui la necessità di un nuovo viaggio -ispezione.
E così i risultati di queste osservazioni sono tutte in una Relazione del viaggio...per lo stato ecclesiastico conservata nell’Archivio di Stato di Roma nella fondo Camerale II.
Pio VI voleva che persone di sua fiducia, con precise direttive, verificassero e completassero le informazioni, già in parte in suo possesso. Queste ultime provenivano da alcuni amministratori locali, o da precedente relazioni,: da persone di cui il papa forse poco si fidava. Di qui la necessità di un nuovo viaggio -ispezione.
E così i risultati di queste osservazioni sono tutte in una Relazione del viaggio...per lo stato ecclesiastico conservata nell’Archivio di Stato di Roma nella fondo Camerale II.



