L'acquedotto Felice è stato realizzato dal papa Sisto V (Felice Peretti 1585-1590), che non a caso è conosciuto anche grazie al poeta G.G.Belli come "er papa tosto "*, durante gli anni del suo brevissimo ma intenso pontificato. Coadiuvato dall’architetto Domenico Fontana, Sisto V riprende il progetto di portare l’acqua nella zona alta della città - i cosìdetti monti, sede di importanti edifici e dove gli abitanti : ...essendo costretti a bere ordinariamente l’acqua del Tevere..ne morivano per male di renella da essa cagionato...
VILLA MONTALTO. Ma facciamo un passo indietro. Quando era ancora cardinale, Felice Peretti si era fatto costruire una bellissima villa, per estensione la più vasta che Roma abbia mai conosciuto, dallo stesso architetto Domenico Fontana.
La villa sovrastava le Terme di Diocleziano e sorgeva proprio nella zona di S. Maria Maggiore sull'Esquilino!
Nell'area, dove si trova attualmente anche la stazione Termini, sorgeva quindi questa cinquecentesca villa rinascimentale, la più grande costruita dentro le mura aureliane e una delle più sontuose.
La villa del cardinale Felice Peretti, poi diventato papa col nome di Sisto V, aveva una impressionante estensione ben documentata già dai cartografi seicenteschi le cui planimetrie consentono di fissarne i confini tra le attuali via Marsala, via del Viminale/via De Nicola, via Depretis/via Liberiana/via Carlo Alberto. La villa sovrastava le Terme di Diocleziano e sorgeva proprio nella zona di S. Maria Maggiore sull'Esquilino!
Nell'area, dove si trova attualmente anche la stazione Termini, sorgeva quindi questa cinquecentesca villa rinascimentale, la più grande costruita dentro le mura aureliane e una delle più sontuose.
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Villa Peretti-Montalto di G.B.Falda (al centro Il Casino) |
La villa conteneva due residenze, il Palazzo Sistino o "di Termini" (delle Terme) e il casino, chiamato Palazzetto Montalto e Felice.
Era un luogo incantevole, ammirato dai viaggiatori stranieri che venivano a fare in Grand Tour in Italia.
Prima della sua completa sparizione, la villa cambiò più volte proprietari: dopo l’estinzione del ramo principale dei Montalto Peretti essa passò ai Savelli (dal 1655 al 1685), quindi ai Negroni (dal 1685 al 1784), in seguito a Giuseppe Staderini (dal 1785 al 1796) e infine ai Massimo.
E per volontà del padre gesuita Massimiliano Massimo fu costruita, proprio nell'area occupata dalla villa,il palazzo Massimo tra il 1883 e il 1887, dall’ architetto Camillo Pistrucci.
SISTO V HA BISOGNO DI TANTA ACQUA PER I GIARDINI. Per alimentare i suoi splendidi giardini, i viali
alberati, i giardini, i frutteti, le fontane, le peschiere , il tutto adornato con numerosissime
statue, antiche e moderne, la villa aveva bisogno di un enorme quantitativo d'acqua. .
E Sisto V non esita a procurarsela! Il grande pontefice, noto per una serie di iniziative veramente sorprendenti, per la progettazione di questo acquedotto non si ferma davanti alla difficoltà dell'impresa nè le enormi somme , che un tale progetto richiedeva. Per la sola conduzione a Roma dell’acqua Felice si parla di anche di 300.000 scudi.
Così in data 28 maggio 1585 firma di suo pugno l'atto che dà inizio alla grandiosa opera di ripristino. Nel presentare il progetto l'abile Sisto V unisce motivazione sociali a quelle personali : dichiara di volere migliorare l'ornato e il decoro di Roma e di aumentare la comodità e l'utilità che ne avrebbe tratta il popolo e così ...incrementa anche il sistema idrico della sua vasta proprietà!!!
Era un luogo incantevole, ammirato dai viaggiatori stranieri che venivano a fare in Grand Tour in Italia.
Prima della sua completa sparizione, la villa cambiò più volte proprietari: dopo l’estinzione del ramo principale dei Montalto Peretti essa passò ai Savelli (dal 1655 al 1685), quindi ai Negroni (dal 1685 al 1784), in seguito a Giuseppe Staderini (dal 1785 al 1796) e infine ai Massimo.
E per volontà del padre gesuita Massimiliano Massimo fu costruita, proprio nell'area occupata dalla villa,il palazzo Massimo tra il 1883 e il 1887, dall’ architetto Camillo Pistrucci.
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Sisto V |
E Sisto V non esita a procurarsela! Il grande pontefice, noto per una serie di iniziative veramente sorprendenti, per la progettazione di questo acquedotto non si ferma davanti alla difficoltà dell'impresa nè le enormi somme , che un tale progetto richiedeva. Per la sola conduzione a Roma dell’acqua Felice si parla di anche di 300.000 scudi.
Così in data 28 maggio 1585 firma di suo pugno l'atto che dà inizio alla grandiosa opera di ripristino. Nel presentare il progetto l'abile Sisto V unisce motivazione sociali a quelle personali : dichiara di volere migliorare l'ornato e il decoro di Roma e di aumentare la comodità e l'utilità che ne avrebbe tratta il popolo e così ...incrementa anche il sistema idrico della sua vasta proprietà!!!
![]() villa Montalto ingresso principale |
L’acquedotto Felice forniva la parte alta della città i cosìdetti Monti, sboccava al Quirinale, al fontanone di piazza S.Bernardo, correva sull’Esquilino vicino S.Maria Maggiore e sul Pincio, per poi biforcarsi verso le Quattro fontane e il Quirinale, poi ancora verso piazza S.Marco e il Campidoglio.
LE CARTE D'ARCHIVIO. Documenti interessanti circa il ripristino dell'acquedotto felice sono l'archivio della Presidenza degli acquedotti urbani e in quello dei Notai di acque e strade, e la serie Chirografi del camerale I, conservati nell'Archivio di Stato di Roma.
La ricerca contempla po la necessità di recarsi all'Archivio storico capitolino.
Comunque sarà utile leggere gli altri post in questo blog con tags Presidenza degli acquedotti urbani.
Vedi anche le planimetrie di Roma di Matteo Greuter, Antonio Tempesta, Giovanni Maggi, Giovanni Battista Falda.
La ricerca contempla po la necessità di recarsi all'Archivio storico capitolino.
Comunque sarà utile leggere gli altri post in questo blog con tags Presidenza degli acquedotti urbani.
Vedi anche le planimetrie di Roma di Matteo Greuter, Antonio Tempesta, Giovanni Maggi, Giovanni Battista Falda.
Per la bibliografia sulla villa Montalto-Peretti vedi l'articolo http://edoc.bbaw.de/volltexte/2010/1539/pdf/04_Rausa.pdf
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*Cfr. Così lo definisce nel sonetto romanesco "Papa Sisto".