19 febbraio 2018

Fontana di Trevi, uno sguardo ai documenti contabili.

 

ASR,Catasto urbano
 particolare di Fontana di Trevi
Sembrava che dopo la morte dei grandi architetti, attivi  fra '500 e '600, cioè Giacomo della Porta (1532-1602),  Carlo Maderno (1556-1629),  Girolamo Rainaldi (1570-1655), e sopratutto Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) non si  potesse  più pensare alla costruzione delle grandiose fontane romane, quando quasi inaspettatamente, nel 1733, l'architetto Niccolò Salvi, romano, nato nel 1699 e morto nel 1761, autore di modeste opere, (quali la ricostruzione della chiesa di Santa Maria in gradi di Viterbo, il Ciborio de' Benedettini di Montecassino, gli altari di San Pantaleo, di San Niccolò in San Lorenzo in Damaso e di Sant'Eustachio), per  commissione di Clemente XII, ideò il sontuoso prospetto dell' acqua Vergine detta di Trevi.

LE FATTURE PER I LAVORI DI FONTANA DI TREVI. E tutti i lavori (.. eseguiti dai chiavari, muratori, facchini, trasportatori delle pietre, stagnari, muratori, fontanieri, scalpellini, intagliatori, falegnami, vetrai, imbiancatori etcfatti per la costruzione della monumentale fontana di Trevi sono ben documentati nelle carte conservate dall'ufficio di Computisteria dell'archivio  della Presidenza degli acquedotti urbani, conservato presso l'Archivio di Stato di Roma. 
Banco di Napoli,
esempio di filza

Tutti questi conti e fatture (1) (che vanno dal 10 settembre 1728 al 14 febbraio 1753) contengono il dettaglio dei tantissimi lavori eseguiti per la costruzione di questa monumentale fontana dalle maestranze, che formavano il cantiere della fontana settecentesca più importante di Roma presentate all'amministrazione pontificia, presentati per essere pagati per le attività svolte.
L'amministrazione degli acquedotti, a cui spettava il pagamento delle spese fatte per le fontane di Roma,  conservava questo tipo di documenti (le cosìdette pezze d'appoggio) per mantenere  memoria dei pagamenti fatti.

Infatti tutti quelli che avevano ricevuto l'incarico di eseguire i vari lavori necessari per l'esecuzione di questa grandiosa opera dovevano presentare all'amministrazione pontificia le i conti  e le  fatture per essere poi pagati.

Quindi sebbene si tratti di scritture contabili, spesso freddi elenchi dei lavori eseguiti, dal più umile chiavaro al più elevato architetto e scultore, con il relativo costo in scudi, sono comunque carte preziose!! 

Perchè vengono descritti e consegnati alla storia della fontana più famosa del mondo il dettaglio dei lavori fatti, e a seguire la descrizione dei materiali impiegati.
I conti sono tutti tarati dall'architetto Nicola Salvi responsabile dell'esecuzione del progetto di Fontana di Trevi.

I MANDATI DI PAGAMENTO. Va inoltre tenuto presente che l'atto successivo al controllo dei conti e fatture  era il mandato di pagamento emesso dall'amministrazione e con cui  il creditore poteva presentarsi di solito al Monte di pietà di Roma, che svolgeva il compito di banca centrale dello Stato, per farsi pagare..

Quindi anche la lettura dei mandati di pagamento permette di ricavare interessanti particolari: dal nome intestatari dei mandati, alle somme da liquidare e alle causali del pagamento.

Per intestatari dei mandati si intendono sia i nomi delle maestranze (chiavari, muratori, facchini, trasportatori delle pietre, stagnari, muratori , fontanieri, scalpellini, intagliatori, falegnami, vetrai, imbiancatori etc), ma anche per gli artisti (vedi lo scultore Benaglia) a favore dei quali il mandato si spediva.
Insomma ci si trova così di fronte ad un mondo sommerso di artigiani e artisti che, come in un affresco corale, contribuirono al perfezionamento di una grandiosa opera d'arte,  diventata uno dei simboli della città eterna. 

La lettura di tutti questi conti, spesso assai minuziosi, permette di vivificare il notevole lavoro occorso e dimostrare la buona organizzazione delle diverse fasi e tipologia di lavori richiesti per portare a termine il progetto di Nicola Salvi.

LE CARTE D'ARCHIVIO E LA BIBLIOGRAFIA. L'Archivio di Stato di Roma conserva tali conti nell'archivio Presidenza degli acquedotti urbani
Questo post è una sintesi di un articolo dal titolo "Le fonti per l'Ornato di Fontana di Trevi" di Marina Morena pubblicato in "Fontana di Trevi. La storia, il restauro" a cura di Luisa Cardilli, Ed. Carte segrete, 1991.
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(1) In gergo archivistico si tratta di tre filze, intendendosi con questo termine un fascio di scritture cucite   e coperte da una cartapecora o cartone fermato con lacci.