1 febbraio 2017

Viaggi in terre lontane: la Cina nel secolo XVI e l'Atlante di Michele Ruggieri


Oggi una delle occupazioni che più attraggono l'umanità è viaggiare, anche a causa della facilità con ci si può spostare in tutte le direzioni possibili. Però, anche nelle epoche passate nonostante i molteplici ostacoli e le difficoltà che si dovevano affrontare per intraprendere qualsiasi tipo di viaggio, il desiderio di conoscere luoghi e culture diverse ha sempre spinto l’uomo a tentare di raggiungere terre lontane.
Uno di questi pionieri dei viaggi-avventura, è stato sicuramente il gesuita Michele Ruggieri (Spinazzola, 1543 – Salerno, 11 maggio 1607), che nel secolo XVI raggiunse e visse in Cina per quasi dieci.

MICHELE RUGGIERI MISSIONARIO IN CINA. Ruggieri è stato missionario e primo cultore europeo della lingua e della geografia della Cina.
Originario di Spinazzola in Puglia, studiò diritto civile ed ecclesiastico a Napoli. Per breve tempo al servizio di Filippo li di Spagna, nel 1572 si fece gesuita.
 
E nel contatto fra europei e cinesi, sviluppatosi proprio in quel secolo, un ruolo di particolare rilievo fu svolto proprio dai gesuiti. 
Partito come missionario nel 1578 da Roma, dopo un imbarco su una nave portoghese giunse prima a Lisbona e dopo 7 lunghi mesi arrivò a Goa, dove si fermò per nove mesi. La richiesta di un missionario per la Cina cambiò i suoi programmi e così nel 1581 giunse a Macao. 
Qui affrontò per primo lo studio della lingua dei mandarini e con l'aiuto di un catecumeno imparò un gran numero di ideogrammi. Autore di un Catechismo che presentava i fondamenti del cristianesimo ai cinesi, attraverso i viaggi nei territori dell’impero cinese,  cercò di creare un atlante completo – che ancora oggi fornisce interessanti spunti di riflessione e di informazioni inedite per l’epoca - per illustrare questo nuovo mondo, i costumi, la lingua e la religione del popolo e del Regno di Wanli.
ASR, Atlante della Cina di Michele Ruggeri
Mentre Ruggieri progettava di partire e raggiungere Pechino,  nel 1588, a causa della difficile situazione della missione, gli fu ordinato di ritornare a Roma per portare una supplica al papa. 
Non potendo più tornare in Oriente, padre Michele trascorse gli ultimi anni della sua vita nel compilare l'Atlante della Cina. I suoi studi  testimoniano uno dei suoi primi incontri tra le due più importanti civiltà del mondo, quelle dell’Oriente e dell’Occidente.

LA MOSTRA A MACAU. Una grande mostra: Viaggio verso la fine del Mondo – Michele Ruggieri e i Gesuiti in Cina (Macao, Museu de Macao, 29 Novembre 2012 – 3 Marzo 2013), realizzata dall’Archivio di Stato di Roma e curata da Eugenio Lo Sardo, direttore dell’Istituto,  in collaborazione con il Museu de Macau, presenta una una selezione dei più preziosi e straordinari lavori cartografici del gesuita Michele Ruggieri ed altri importanti cartografi che, insieme all'altro  gesuita Matteo Ricci, contribuirono a gettare le basi per una reciproca conoscenza tra Oriente ed Occidente, durante la Dinastia Ming.

Museo di Macau
Il progetto, frutto della collaborazione tra l’Archivio di Stato di Roma e il Museo di Macao, gode del sostegno e del finanziamento del Governo da Região Administrativa Especial de Macau – Repubblica Popolare di Cina, del Ministero per gli Affari Esteri e dell’Alto patronato del Presidente della Repubblica.


Il MANOSCRITTO DI MICHELE RUGGIERI. Il manoscritto contenente queste antiche carte della Cina, conservato dalla biblioteca dell’Archivio di Stato di Roma, è stato pubblicato integralmente in: Atlante della Cina di Michele Ruggieri, a cura di Eugenio Lo Sardo (Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma 1993).
Dopo lo scioglimento dell’ordine dei gesuiti nel 1773, ad opera del papa Clemente XIV, queste carte sono entrate a far parte degli archivi della Reverenda Camera Apostolica, il Ministero delle finanze dello Stato pontificio, e quindi nella collezione di manoscritti dell'Archivio di Stato di Roma dopo il 1870.
Ribeira, San Ignazio di Loyola
La spinta allo studio e pubblicazione di queste carte, trascurate fino a quel momento anche a causa della difficoltà di comprensione linguistica,  viene solo alla fine degli anni Ottanta del '900. 
Prima con una  giornata di studio: « Il primo atlante europeo della Cina dei Ming », tenutasi il 15 dicembre 1989 presso l’Archivio di Stato di Roma, si presentò l'iniziativa, cui seguì un volume con tutte le carte redatte da Ruggieri.
Per la complessità dello studio di questi documenti e per la redazione del volume,  si è dovuto creare un team di specialisti di varie aree culturali: archivisti in primo luogo  e sinologi, cartografi, storici delle missioni, linguisti.
A ciò si aggiunga l'altrettanto complessa  trascrizione delle tavole descrittive di Michele Ruggieri (a cura di Eugenio Lo Sardo e  Vittorio Campanino).
Ruggieri poi non ha firmata l’opera, ma l’ha siglata col suo caratteristico gamma inclinato seguito spesso dalle quattro lettere puntate L.D.U.M. - Laus Deo Virginique Mariae .
Cosìcome anche la datazione ha costituito un problema, poiché, se è vero che l’unica indicazione ritrovata sulle carte è il 1606 (anno precedente la morte di Ruggieri), è però evidente che la grande opera cartografica si è sviluppata nel corso dei lunghi anni di missione in Cina.
Cina illustrata
(biblioteca Alessandrina di Roma)
Infine va ricordato che i cimeli cinesi dell’Archivio di Stato di Roma costituiscono una delle più ricche e complete collezioni di geografia cinese a cavallo fra le dinastie Ming e Chin. 
Tutti i documenti del Ruggieri conservati nell’Archivio di Stato di Roma sono stati pubblicati nel volume citato, e alcuni di questi, come detto nell’introduzione del volume, sono il frutto della collaborazione con l’altro famoso missionario Matteo Ricci.

La BIBLIOGRAFIA. Vedi : Atlante della Cina di Michele Ruggieri, a cura di Eugenio Lo Sardo (Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma 1993).