26 settembre 2017

L’Expo immaginato: Roma '42 e il quartiere Eur.

Anche  80 anni fa proprio Roma avrebbe dovuto ospitare un' EXPO...Ma fu tutta un'altra storia...

Era il giugno del 1935 e Giuseppe Bottai, governatore di Roma, sottopose a Mussolini un "Progetto di massima per una Esposizione Universale a Roma".
Anche in quell'epoca si era visto che il lancio della propria immagine di potenza politica e sociale passava anche dall'organizzare un' esposizione universale, nata dopo quella organizzata Londra nel 1851.
L'obiettivo di questa esposizione sarebbe stato quello di celebrare il fascismo nel ventennale della conquista del potere e contemporaneamente la costruzione di nuovi e edifici permanenti, realizzati da valenti architetti dell'epoca. Coordinatore del progetto sarà poi nominato l'architetto Marcello Piacentini.
Detto fatto, nel giro di pochi giorni venne approvata la domanda ufficiale di autorizzazione, presentata dall'Italia nel giugno del 1936 al Bureau International des Expositions (1).

SCELTA DELLA ZONA DOVE COSTRUIRE
Mussolini stesso scelse la zona dove ubicare la mostra, indicando quella delle Tre Fontane e in quell'occasione stabilì anche di sistemare e valorizzare le zone di Ostia Antica e il Lido di Castelfusano, sviluppando così la città verso il mare.

Creazione dell'Ente EUR
Per l'Esposizione venne istituito l' "Ente autonomo Esposizione Universale e Internazionale di Roma", (legge 26 dicembre 1936, n.2174 ), con una propria personalità giuridica e gestione propria, direttamente dipendente dal capo del governo.
Con la rapidità  vennero scelti anche i responsabili dell'organizzazione: commissario Generale dell'Esposizione fu nominato il senatore Vittorio Cini, affiancato da due commissari aggiunti: l'onorevole Oreste Bonomi della Direzione generale del Turismo presso il Ministero per la stampa e propaganda, e l'on. Cipriano Efisio Oppo,segretario generale della Quadriennale di Roma. I tre commissari dovevano collaborare con il Governatorato di Roma e con i vari ministri competenti.  

Oggetto dell'Esposizione

Archivio Centrale dello Stato,
cartoni relativi al Palazzo dei Ricevimenti
e dei Congressi, 
1941
Nel giugno del 1937 il commissario Cini inviò alla Segreteria particolare del duce il programma di massima riguardante la Rassegna alla quale fu assegnato il tema " Olimpiadi della Civiltà- ieri, oggi, domani ", e nel quale Cini esplicitamente affermava che lo stile dell'Esposizione del 1942 "dovrà assumere caratteri di grandiosità e monumentalità e tenderà a creare lo stile definitivo della nostra epoca quello dell'anno XX dell'Era Fascista" .

Un altro passo avanti fu l’incarico dato ad una commissione formata dagli architetti Giuseppe Pagano,Marcello Piacentini, Luigi Piccinato, Ettore Rossi, Luigi Vietti,  per realizzare il piano regolatore per l'E 42 nel gennaio del 1937, piano che fu approvato già nell'aprile dello stesso anno.

Tutte le leggi e i provvedimenti che riguardavano la rassegna furono presi in tempi rapidi : già a distanza di pochi mesi dall'approvazione del piano , Mussolini partecipò alla cerimonia di " posa della prima pietra " del Palazzo degli Uffici e si era già provveduto all'espropriazione dei terreni (l. 3.febb.1938, n.126), circa 400 ettari pagati a prezzo agricolo.

La guerra interrompe il progetto 

La crisi internazionale del 1939 creò notevoli però ostacoli alla realizzazione dell'Esposizione: blocco delle adesioni da parte dei paesi stranieri,aumento dei costi, difficoltà nel reperire uomini, materiali e mezzi necessari all'attività intrapresa. 
Mussolini diede comunque, disposizioni di continuare il progetto, mentre Cini, più realisticamente, mise in evidenza quanto di positivo era già stato realizzato

Dopo vari tentativi di Cini , prima di rinviare l'inaugurazione della rassegna al 1944 o al 1947 o di cambiarne il carattere trasformandola in un'Esposizione " Nazionale" o dell' "Asse" o " Continentale", nel febbraio del 1943 sua proposta l'Ente viene trasferito in seno al Governatorato alle dipendenze del nuovo governatore di Roma Gian Giacomo Borghese. 

Al momento della consegna alcuni lavori erano terminati (strade,gallerie,fognature, ponti), quasi ultimata la sistemazione dei parchi e dei giardini, completato il Palazzo degli Uffici ,in dirittura d'arrivo il Palazzo della Civiltà italiana , il Palazzo del ristorante e la Chiesa. Invece per altri nove edifici era stato realizzato il rustico , mentre di altri ancora solo le fondamenta.  

La guerra poi causò gravi danni alle costruzioni e alle opere già realizzate , che diventeranno teatro di scontri sanguinosi e roccaforte dell'occupazione delle truppe naziste prima e delle forze alleate dopo.

Subito dopo l' 8 settembre 1943 le truppe tedesche occuparono il Palazzo degli uffici, sede dell' ente autonomo dell' Esposizione universale di Roma.
L' occupazione , oltre ad arrecare danni all' edificio ed alle suppellettili,
fu causa di disordine e di parziale distruzione e dispersione dell' archivio.
Alla fine del 1944 venne sciolta l'Amministrazione ordinaria dell'Ente. 

Il quartiere EUR
Così dopo un lungo periodo di abbandono, gli edifici furono completati nel dopoguerra, e precisamente a partire dal 1951.

Nel 1961 fu ufficializzata la nascita di un quartiere con il nome di  EUR, quartiere moderno celebre per la sua architettura razionalista, concepito e costruito in occasione dell'Esposizione Universale.
Ma il momento cruciale di sviluppo in un moderno quartiere direzionale e residenziale furono proprio le mitiche Olimpiadi del 1960. che ebbero proprio nell'EUR uno dei principali centri delle manifestazioni.

Tutte queste vicende si svolgono nella cornice di un’architettura geometrica, razionalistail cui massimo esponente fu l'architetto Marcello Piacentini, e che è indubbiamente associata al periodo fascista. 
Un impasto di classico e moderno, che vedeva nella Roma mussoliniana l’erede di quella dei Cesari.
Molte delle costruzioni ipotizzate per l’Expo del ’42 non furono mai realizzate, come la porta imperiale, "l’arco della nuova Roma", o le avveniristiche fontane. Eppure gli interventi compiuti nel corso dei decenni successivi non hanno stravolto l’impianto originario, tant’è che lo stesso Piacentini, fautore di una visione "classica, ma moderna, modernissima", lavorò al quartiere anche nel dopoguerra.

Danni all'Archivio dell'Ente EUR

La difficile storia vissuta dall' Ente eur aveva provocato uno stato di abbandono e di disordine delle carte dell'archivio dell'Ente Eur 
volle porre rimedio l'avvocato Luigi di Maio, che è stato Commissario straordinario  dell'Ente Eur dal 1980 al 1985.
Rendendosi conto del valore storico- documentario delle carte Di Maio chiese ed ottenne che la documentazione prodotta dall' ente tra il 1937 e il 1943 fosse depositata presso l' Archivio centrale dello Stato.

Le carte, con alcuni schedari e molte centinaia di fotografie trovati negli stessi locali, furono trasferite all' Archivio centrale dello Stato nell' ottobre del 1982. Poi anche 5000 disegni (lucidi e cianografie) relative ad opere architettoniche ed urbanistiche, centinaia di lastre fotografiche e i cartoni esecutivi di 148 opere artistiche.
Nel settembre del 1984 fu perfezionato con una convenzione il deposito della documentazione prodotta negli anni 1937-43 in funzione dell' organizzazione dell' esposizione del 1942, con la sola eccezione dei collaudi, ancora utili all' ente.

Dalla documentazione emerge in tutta la sua portata il gravoso e difficile impegno dell' ente per portare a termine ad un tempo due ambiziosi programmi: la realizzazione dell' esposizione universale e la creazione dal nulla, su un' area di circa 429 ha, di un quartiere urbano di nuova concezione, unico nel suo genere, per il complesso di opere urbanistiche, architettoniche e artistiche.

BIBLIOGRAFIA.Vedi: E 42.Utopia e scenario del regime, a cura di Tullio Gregori e Achille Tartaro, Roma, Marsilio, 1992.
LE CARTE D'ARCHIVIO: vedi l'archivio dell Ente autonomo esposizione universale Roma - EUR E42 (1935-1951)
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1) La manifestazione ormai era diventata uno strumento necessario per un paese per lanciare la propria economia e la propria immagine di potenza politica e sociale. Oramai troppi interessi erano entrati in gioco e la portata mondiale del fenomeno fece scature la necessità di avere un regolamento a cui attenersi.
Così, da questi presupposti venne redatta la Convenzione di Parigi che sanciva la nascita del B.I.E - Bureau International des Expositions. Era il 1928 e 31 paesi nel mondo firmavano una convenzione che regolamentava sotto tutti i punti di vista l'organizzazione di questi eventi.
Con il nuovo secolo inizia la nuova era delle Esposizioni Universali.
La guerra, però, interrompe anche queste manifestazioni che riprenderanno solamente nel 1947.