21 aprile 2009

Roma recupera Comacchio.La pesca delle anguille.


1725, Comacchio e le sue valli (collezione privata)
La città di Comacchio si trova al centro del vasto complesso lagunare compreso fra il Po di Primaro, il Po di Volano e il mare. Già nel medioevo era un borgo fiorente, al centro di contese fra gli estensi e i pontefici e i veneziani per il florido commercio collegato alla pesca e all'allevamento delle anguille, alla loro conservazione e vendita. Ieri come oggi, la pesca dell'anguilla è la preziosa risorsa della zona.
LE VALLI DI COMACCHIO E LA PESCA. Ritornata Comacchio ai pontefici dopo il trattato , la cosìdetta faentina del 1598, il pontefice Clemente VIII (1592 - 1605) cerca di favorire la popolazione locale con l'affidamento delle attività collegate alla pesca esclusivamente a comacchiesi e, in particolare ad alcune cooperative di pescatori e artigiani. La rendita derivante dall'affitto era comunque notevole da gestire per l'amminstrazione pontificia, che non aveva ancora ben chiari la problematica legata alla pesca, allevamento e conservazione del pesce.
Dopo l' emanazione di vari provvedimenti, tutti a favore della popolazione locale, le valli vengono, come era nel precedente regime estense, affittate alle  cooperative comacchiesi, che pagavano una canone di affitto. Gli utili invece, e questa era un'importante novità, rimanevano nelle mani di questi affittuari. Rispetto alle sue potenzialità, questa attività su cui viveva l'intera città di Comacchio, era in quei tempi ben lontana dai redditi che avrebbe avuto successivamente.
Per motivi di spazio, tralasciamo le molte e complicate vicende che accompagnano questa attività, cioè  i difficili rapporti tra Roma e i comacchiesi, le entrate di questa attività, la rendicontazione, non esente da falsi, gli sgravi concessi dia papi, le frodi, i nuovi progetti (etc)  per arrivare allla metà del  secolo XVIII.
L' APPALTO DELLA PESCA. In effetti, un cambiamento di rotta si ha soltanto con il pontificato di Benedetto XIV, il bolognese  Lambertini (1740- 1758) quando la Camera apostolica  volta pagina nella gestione di alcune attività particolarmente redditizie.
Non ci si rivolge più a comacchiesi, ma a ricchi imprenditori cioè persone con grandi capitali da investire per ampliare le diverse attività economiche dello Stato, attraverso la concessione di un monopolio. 
Il sistema  dell'appalto era tradizionalmente utilizzato in epoca preindustriale per gestire le risorse statali. In tal modo un privato-imprenditore assumeva l'obbligo di compiere un' attività lavorativa, con mezzi propri e a suo rischio, con l'obbligo di versare un corrispettivo in denaro.(n.d.a. Oggi lo sfruttamento ittico della zona è affidato ad una società a gestione pubblica). In sostanza lo Stato moderno ha bisogno di capitali sempre più ingenti per le aumentate sue ingenti spese e si regola di conseguenza.

ASR, Catasto Gregoriano, Comacchio
Per quanto detto finora si può ben immaginare come Comacchio fosse al centro delle controversie fra la Santa sede e gli estensi.
COMACCHIO IN MANO IMPERIALE. Ma seguiamo un altro capitolo di queste controversie. Nuova occasione per riaccendere il fuoco di queste controversie venne dalla guerra di successione spagnola che, apertasi nell'anno 1700, interessò ben presto tutta l'Italia, ed in particolare la pianura padana, divenuta terreno di scontro fra i contrapposti eserciti francese ed austriaco.
Il pontefice Clemente XI(1700-1721) inviso all'Impero per aver sostenuto la candidatura di Filippo V al trono di Madrid, si vide, il 24 maggio 1708, occupare Comacchio da truppe imperiali al comando del generale Bonneval. Con ogni probabilità, l'impresa venne suggerita dal duca di Modena, Rinaldo I, che era cognato dell'imperatore Giuseppe I.
Il governo romano tentò di reagire con la forza, allestendo un esercito che, al comando del generale Marsigli, tentò di recuperare Comacchio. Dopo alcune operazioni, sanguinose quanto inutili, Clemente XI dovette accettare, il 15 gennaio 1709, l' ultimatum austriaco e l'umiliante pace che ne seguì. Comacchio rimase in mano imperiale e venne restituita al governo pontificio solo nel 1724.

LUDOVICO MURATORI A FAVORE DEL DUCA DI MODENA. Dopo l'occupazione, una volta conclusa la fase militare, si aprì un contenzioso diplomatico fra Modena e Roma che si imperniò sulla produzione di testi e documenti a sostegno delle ragioni dell'uno e dell'altro principato sulla cittadina. Campioni della causa pontificia furono Pier Giusto Fontanini e Lorenzo Zaccagni mentre per il duca scese in campo Ludovico Antonio Muratori, famoso storico e letterato. Questa battaglia letteraria si aprì, nello stesso 1708, con l'opera del Fontanini dal titolo «Il dominio temporale della sede apostolica sopra la città di Comacchio ...», cui seguì quella del Muratori intitolata «Lettera diretta ad un prelato di Roma in risposta al dominio temporale di Comacchio ...». La disputa proseguì sino al 1720, con un'operetta del Fontanini. La questione, poi, perse di interesse perché di lì a poco seguì la restituzione di Comacchio al papa.

LE CARTE D'ARCHIVIO E LA BIBLIOGRAFIA. vedi post [...] Molta è la documentazione conservata in Archivio di Stato di Roma, relativa a quest' attività  collegata alla pesca, allevamento e conservazione delle anguille, di cui era (ed è) ricco il territorio di Comacchio, vedi il fondo Camerale II, Comacchio. 
Su Comacchio cfr. in generale:  Storia di Comacchio nell'età moderna, 1995 Grafhis edizioni; in particolare il saggio di O.Verdi, Un appalto diverso. le valli da pesca durante il governo pontificio.
Per saperne di più cfr. Lo stato di Modena e la Santa Sede di Marina Morena e Luigi Londei, pubblicato nel 2001 dalla Direzione generale degli archivi nella collana Saggi 66 con il titolo Lo Stato di Modena. Una capitale, una dinastia, una civiltà nella storia d’europa , Atti del convegno Modena , 25-28 marzo 1998 a cura di Angelo Spaggiari e Giuseppe Trenti .
Attualmte è online all'indirizzo : http://www.archivi.beniculturali.it/DGA-free/Saggi/Saggi_66_2b.pdf