11 dicembre 2015

I souvenir raccontavano la Roma del passato. I "biscuit" di Giovanni Volpato.

souvenir
Vicino ai più famosi monumenti del centro storico di Roma, sostano un gran numero di bancarelle che espongono come souvenir statuette in gesso riproducenti le opere d’arte maggiormente significative  della città: il Colosseo, la Basilica di San Pietro, la Fontana di Trevi, la Fontana dei Fiumi, la Colonna Traiana…. 
Sebbene oggi siano considerate di cattivo gusto, fra i turisti invece il loro successo è sempre garantito. 

I SOUVENIR DEL PASSATO. Questo tipo di oggetti non nascono però in tempi recenti, ma hanno origini piuttosto antiche, e sono legati ai tanti stranieri che per vari motivi (religiosi, culturali, commerciali..) arrivavano a Roma anche nel passato.  Dalla fine del '600, Roma è anche la meta preferita dei rampolli delle classi aristocratiche e borghesi europee, in viaggio per fare il famoso Grand tour . A questi, dal '700  si aggiungono gli artisti, i letterati, gli studiosi e i collezionisti internazionali, tutti richiamati nell'Urbe in gran quantità, poichè il ritorno all’antico nelle arti aveva assunto proporzioni tali da battezzare l'intera epoca come neoclassica.

Manifattura di Giovanni Volpato (Roma, 1785-1803)
Galata morente, 1786-1789 biscuit, Collezione privata 
E a causa della massiccia presenza degli inglesi, Piazza di spagna era chiamata quartiere degli inglesi. Qui infatti risiedevano la maggior parte dei turisti e si affollavano le principali botteghe di abili artisti e artigiani implicati nell’industria dell’antico e dei souvenir.

PORCELLANE IN BISCUIT. La passione per l’antico nel ‘700 divenne vera e propria maniaSi comincia così a produrre  un nuovo genere di souvenir pregiati, prettamente scultorei, legati alla ceramica: il cosiddetto biscuit che, con il suo colore bianco, ben si presta ad imitare il candore dei marmi classici. Nelle residenze nobiliari e borghesi di tutta Europa si diffondono copie di capolavori celebri, non solo di monumenti accessibili, ma anche di statue conservate in collezioni private (Borghese, Medici, Farnese).


GIUSEPPE VOLPATO INCISORE E IMPRENDITORE. Molto complessa è la figura di Giovanni Volpato (Bassano del Grappa  1735 - Roma 1803). Dopo l' esperienza fatta a Treviso dagli stampatori Remondini e poi a Venezia, stabilitosi a Roma unisce a una felice attività d’incisore quella ancor più redditizia di antiquario e mediatore di antichità.
Museo civico di Bassano del Grappa,
Il Trionfo di Bacco e Arianna di G.Volpato
Nel 1786 diventa anche un imprenditore di successo. Abile uomo d’affari, Volpato assume la veste di ceramista per poter fornire ai clienti, insieme alle riproduzioni a stampa, copie di capolavori in piccole dimensioni modellate in candido biscuit, destinate a essere disposte sui caminetti delle biblioteche e, soprattutto, sulle mense.
Le sue porcellane oggi sono in importanti Musei (Musei capitolini, Museo pio-clementino, Museo civico di Bassano del grappa, Victoria & Albert di Londra etc). 

LA FABBRICA DI PORCELLANA NELLE CARTE D'ARCHIVIO. L'intera vicenda dell' apertura a Roma di una fabbrica di porcellane in biscuit, creata da Giovanni Volpato è tutta scritta nei documenti dell'Archivio di stato di Roma.
Le carte infatti conservano memoria del prima richiesta  dell'incisore G.Volpato al papa Pio VI(1775 -1799) per ottenere la privativa di fabbricazione e vendita di oggetti fatti con la tecnica del biscuit. 
Sulla scia di questi documenti,  si arriva alle mappe catastali, dove è possibile trovare la conferma dell'esistenza di alcuni locali adibiti a fabbrica di porcellana, nel quartiere Monti. 
ASR, Catasto urbano
Casa e fabbrica dei Volpato
Infine in seguito alla morte, avvenuta nel 1803 di Giovanni Volpato, seguito in breve dal figlio Giuseppe, sorgono una serie di problemi fra gli eredi.
Così il notaio di famiglia decide di far fare una perizia a Raffaello Morghen, un altro famoso incisore, di passaggio a Roma, che  di Volpato padre era stato allievo.
Ed per questa ragione che l' inventario completo dei beni dei Volpato padre e figlio è proprio conservato fra gli atti del notaio romano.

Questo documento è incredibilmente ricco di dettagli su tantissimi oggetti conservati nelle case, nei magazzini, nei negozi della famiglia Volpato (rami, stampe, disegni, miniature nonchè stigli e attrezzi, e tanti prodotti fabbricati in maiolica bianca, nonchè oggetti vari presenti nella abitazione della famiglia etc). 
La conclusione è chiara :negli ultimi anni di vita dei Volpato padre e figlio, di biscuit non se ne fabbricavano più, per le mutate condizioni del mercato. 
La fabbrica che aveva creato i tanto apprezzati oggetti artistici di biscuit si era trasformata in fabbrica di maiolica e terraglia bianca ad uso d'Inghilterra, intendendosi con questo termine oggetti di uso comune in maiolica (piatti, bicchieri, concoline..etc), più facilmente smerciabili sul mercato romano.
L'importante esperienza dei biscuit romani dura nei pochi anni che vanno dal 1786 al 1800 circa!!

LE CARTE D'ARCHIVIO E LA BIBLIOGRAFIA. Su Giovanni Volpato  è stata fatta una dettagliata ricerca nell'Archivio di Stato di Roma ad iniziare dal Camerale II, Commercio e industria, e il Camerale III, Civita castellana,  per poi esaminare il Catasto urbano, rione Monti. Infine si sono esaminati i protocolli notarili dei 30 notai capitolini, ufficio 4, 1803.
Per approfondire l'argomento vedi l'articolo di Chiara Teodato , La manifattura romana di Giovanni Volpato, in I trionfi di Volpato, Silvana Editoriale,Milano.
 2003. E anche il volume dal titolo "Souvenir" di Antonio Pinelli, Laterza , 2010.(continua)