3 gennaio 2011

Ancora altre tasse per abbellire Roma: arriva Carlo V nel 1536

 
Ritratto di Carlo V
Siamo nel gennaio 1536. Roma si prepara a ricevere la visita del potentissimo Carlo V d’Asburgo,  imperatore del sacro Romano impero.
Egli arriva a Roma nell'aprile del 1536, per conoscere e cercare di farselo alleato il nuovo pontefice Paolo III (Alessandro Farnese). 
La città deve essere resa più bella per accogliere con tutti gli onori questo grande personaggio.
Non va dimenticato che quelli erano anni di forti tensioni fra l'imperatore Carlo V e Francesco I di Francia, e di forti contrasti religiosi fra protestanti e cattolici. Questi conflitti avevano investito in pieno il ponteficato di Clemente VII, della famiglia de’ Medici, scomparso nel 1534. Alleato con i francesi contro  Carlo V,  in lotta a Roma con la potente famiglia dei Colonna, Clemente VII però aveva dovuto subire il rafforzamento del potere imperiale su tutta la penisola italiana.
E, dulcis in fundo,  nel 1527, proprio durante il suo pontificato era avvenuto un fatto gravissimo per la città: il  sacco di Roma.


Lanzichenecchi in una stampa del 1500
SACCO DI ROMA. Una massa di 12.000 lanzichenecchi al servizio dell’imperatore, convinti di partecipare a una guerra di religione, era sceso in Italia e, di loro iniziativa prendendo spunto dal mancato pagamento dello stipendio, avevano messo al sacco Roma per 10 mesi. Furono profanate le chiese, furono rubati tesori e distrutti gli arredi sacri, le monache violentate, così come molte donne,  strappate dalle loro case. Furono devastati tutti i palazzi dei prelati e dei nobili, ad eccezione di quelli fedeli all'imperatore. La popolazione fu sottoposta ad ogni tipo di violenza e di angheria. Le strade, ,disseminate di cadaveri, erano percorse da bande di soldati ubriachi, che  trascinavano dietro donne di ogni condizione, e da saccheggiatori, con gli oggetti rapinati.
Roma in quel periodo era culmine della sua decadenza.  Alla fine di quell'anno tremendo, la cittadinanza si ridusse a circa 30.000 per le morti causate dalle violenze o dalle malattie.

TASSAZIONE STRAORDINARIA. Roma quindi, nel 1536, mostra ancora le ferite subite 10 anni prima. In più le casse dello Stato, come sempre, languivano.... Così per pagare le spese per questi lavori di abbellimento si pensa ad una tassazione straordinaria, una specie di una tantum. Ieri come oggi...
Si tratta di individuare chi tassare. Entrano nel mirino del fisco alcune  corporazioni di arte e mestiere. Queste, altro non erano che associazioni , create a partire dal XII secolo in molte città italiane ed europee per regolamentare e tutelare le attività degli appartenenti ad una stessa categoria professionale. Le corporazioni, indicate in queste carte d'archivio, sono : quella dei librai, bicchierai, vermicellari (fabbricanti e venditori di pasta), pasticceri, albergatori, pellicciai, sarti, orefici, ortolani, banchieri,  lanari (coloro che lavoravano e vendevano manufatti di lana), merciai, calzettari, tavernieri, pizzicagnoli, pescivendoli,  candelottari (fabbricanti e venditori di candele), vassellari(fabbricanti e venditori di vasi), falegnami,  vaccinari (scuoiatori di "vaccine" cioè code di vacca), muratori, materassai,  barillari (fabbricanti e venditori di barili),i ferrari (cioè i fabbri), spatari(fabbricanti di spade) e i maniscalchi, ciabattini, calzolai, tintori, mulattieri, funari  (fabbricanti di funi), patenostrari (fabbricanti e venditori di corone del rosario), pelamantegli(fabbricanti e mercanti di mantelli), carrettieri, ogliaroli(venditori ambulanti di olio), barcaroli, profumieri, acquaroli(venditori ambulanti di acqua del Tevere) “, pollaroli(venditori di pollame), sellai, mugnai, fornai, magazzinieri di terra, mercanti e fondachi (magazzinieri), doganieri dei cavalli, sensali, pescatori d’acqua dolce, mercanti di ripa e scalpellini.
Altra categoria tassata è quella dei collegi, cioè ordini professionali che riunivano professionisti di vario tipo: scrittori dei vari uffici dell'amministrazione pontificia, archivisti, scrittori di brevi, notai etc.

LE CARTE D'ARCHIVIO.Come per quelli dei pontefici, nelle carte conservate nell’Archivio di Stato di Roma sono documentati viaggi a Roma di sovrani/e di stati esteri (vedi ASR, Camerale I, Viaggi dei pontefici e sovrani. Per l'inventario di questa serie, vedi A.Corbo, in  Rassegna degli archivi di Stato, 1965, n.3).
[continua]