28 settembre 2010

Per superare la crisi economica. Migliorare l'industria e il commercio ..


ASR, Campioncini di panni
di lana allegati ad una pratica
Alla fine del '700, si acuisce la crisi economica nello stato pontificio. Intanto era cambiato il clima politico e culturale generale, e le  teorie illumistiche cominciavano a girare anche fra i ceti dirigenti.

Dal 1740 alla fine del secolo si succedono quattro pontefici (Benedetto XIV, Clemente XIII, Clemente XIV e Pio VI) accomunati da diverse caratteristiche, come la lunga durata del loro pontificato (che per Pio VI arriva quasi ad un quarto di secolo) e dalla provenienza: nessuno di loro era un rampollo delle famiglie dell’aristocrazia romana o laziale legate alla Curia. Arrivavano dalle province settentrionali dello Stato pontificio, (salvo Carlo Rezzonico il quale era veneziano), influenzate da interessi di tipo europeo. Prospero Lambertini proveniva da Bologna, Lorenzo Ganganelli da Sant’Arcangelo di Romagna, Giovanni Angelo Braschi da Cesena.
La caratteristica che meglio li accomuna è il loro tentativo di procedere sulla strada delle riforme nonostante gli ostacoli che incontrano nel  cammino.
Per questo cercano di individuare i principali fattori che influivano negativamente sulla produzione dell’industria e del commercio, sulla circolazione interna delle merci, settori centrali per migliorare l'economia dello stato.
Per meglio operare però, c’è la necessità di conoscere il contesto che ruota intorno al sistema produttivo e commerciale. 
In particolare durante il pontificato di Gianangelo Braschi (1775-1799) diventato pontefice con il nome di Pio VI si arriva nel 1797 ad un censimento per monitorare la situazione delle manifatture esistenti nelle province lontane da Roma

Fabrizio Ruffo

FABRIZIO RUFFO. Il cardinale Fabrizio Ruffo, è un importante figura di economista e riformatore.Il suo nome è collegato anche al Congresso Accademico di Agricoltura, Manifatture, e Commercio di Roma costituitosi nel 1787. L'unione fa la forza, e così entrambi, il papa Pio VI e Ruffo , promuovono  l'inziativa del censimento, i cui dati confluiscono nella redazione di un Catalogo delle manifatture dello Stato pontificio, documento conservato presso l’ASR (vedi nota)*.

CONGRESSO ACCADEMICO ROMANO. Il Congresso romano era un’Accademia inserita nel clima culturale del Settecento - l’ epoca dei lumi - quando, fra l'altro, fiorirono le riunioni di eruditi, che si dedicavano agli studi più raffinati e all'approfondimento delle conoscenze di più alto livello. L'illuminismo fu portavoce del moderno spirito scientifico, che rifiutando la concezione medioevale della realtà, rivendicò la fiducia nell'osservazione diretta dei fenomeni e nell'uso autonomo della ragione.
Le materie cui dedicarsi era le più svariate, nel caso di questo Congresso romano si tratta di studi di carattere scientifico. Questa accademia era presieduta da una personalità di spicco nella vita economica romana e una delle più' alte cariche della gerarchia ecclesiastica proprio quel Fabrizio Ruffo, tesoriere generale della Camera apostolica, carica a cui era stato eletto nello stato pontificio nel 1785.
Fucina per la lavorazione dei metalli
Encyclopedie Diderot
Il sorgere di questo tipo di accademie evidenzia l'esistenza di una cultura scientifica che spingeva per affermarsi, e che considerava di fondamentale importanza l' interesse per le  questioni attinenti allo sviluppo economico. Di solito, le idee nuove nello Stato pontificio erano guardate con sospetto e quindi qualsiasi persona o associazione ritenuta ambigua era sottoposta ad un attento controllo governativo. Non era così per questa accademia, perchè il patrocinio del Ruffo la metteva al sicuro.

FINALITA' DEL CATALOGO. Ma quali sono le finalità di questo Catalogo? Raccogliere in un registro tutte le fabbriche che operavano nelle diverse province dello Stato, ma non solo!
interessava conoscere altri dettagli significativi quali: la tipologia di prodotti, notizie sulla manodopera impiegata, i nominativi dei responsabili delle ditte, e altre osservazioni e suggerimenti fatti dalle autorità locali interpellate per censire la situazione.
L'arte di fabbricare specchi,
Encyclopedie Diderot
Inoltre il Congresso sollecitava anche l'invio di campioni relativi ai manufatti, che si fabbricavano (ad es. i campioni di tele), per valutare la loro qualità e conoscere i prezzi. Quale era lo scopo? Individuare i prodotti migliori, le fabbriche più innovative per incentivarle  con premi o assicurando la sospirata protezione statate. Grazie allo spirito di emulazione che si sarebbe sviluppato altri privati imprenditori avrebbero potuto dimostrare la loro capacità di fare, il desiderio di migliorare. Ovviamente questa manovra si inseriva in un piano più ampio di sviluppo dell'industria e del commercio, voluto dal tesoriere Ruffo negli anni 1785 -  1793.
In questo caso non si utilizza la visita di persone esperte di economia per conoscere la realtà manifatturiera. Si spediscono invece lettere, sottoscritte dal Ruffo, alle autorità locali (governatori, magistrati, etc), invitandoli a stendere dei rapporti dettagliati sulle industrie e sul commercio della città di loro competenza. Chi più chi meno rispose alla lettera, e le osservazioni - spesso molto analitiche - raccolte confluirono nel Catalogo, che mostra una realtà difforme tra città e città (citerò solo la perla costitutita da Bologna).
Elaborare questi dati sul commercio e sull'industria avrebbe permesso di intervenire  e svecchiare la sonnolenta realtà dello Stato.

LE CARTE D'ARCHIVIO. Il Catalogo delle manifatture dello Stato pontificio è conservato in Archivio di Stato di Roma, nel fondo camerale II, Commercio e industria. Vedi anche  M.Morena, Il Congresso accademico romano e la redazione del catalogo delle manifatture pontificie (1787), Roma, ASR-Scuola di APD, 1997