22 marzo 2010

"Volemo il pane e non più la Repubblica". I francesi a Roma (1798-99). (2)

La Repubblica Romana è  proclamata il 15 febbraio 1798. Era composta dai territori sottratti allo Stato Pontificio dal generale Berthier, che aveva invaso e occupato Roma . Viene così abolito il potere temporale, mentre il papa Pio VI rifiuta di abdicare. Fatto prigioniero, muore in Francia nel 1799.
La repubblica però dura poco, in quanto già nel 1800 lo Stato Pontificio è ripristinato.
Il nuovo regime è accolto freddamente dalla popolazione  pontificia per i saccheggi e le requisizioni subiti dai francesi, che accompagnano la presa della città e per le pesanti imposte richieste alle comunità locali dai dirigenti francesi.
Un aiuto per conoscere la politica dei francesi arrivati a Roma con il generale Berthier può venire dalle carte d'archivio, che gettano luce  sulle misure urgenti varate dal nuovo governo per scongiurare rivolte e sommosse fra i romani,  scatenate dalla mancanza di pane e altri generi alimentari.
Troppo pericolosa per i nuovi governanti sarebbe stata una rivolta  a Roma, città da sempre abituata dal paternalistico sistema annonario imposto dal governo pontificio a trovare il pane a basso prezzo nei forni «baioccanti», che insieme a quelli «decinanti» erano gli esercizi deputati alla vendita dei due tipi di pane: economico, e di qualità.  Quando la gente andava a rifornirsi di pane, alimento che costituiva la base dell'alimentazione quotidiana e quindi lo faceva tutti i giorni, misurava immediatamente la capacità dei governanti. Perciò, al contrario di altre, la politica annonaria presentava un alto grado di visibilità da parte dei ceti popolari.
Pompei, distribuzione del pane
(affresco)
L' esperienza della Repubblica Romana fu breve, ma così densa di problemi che anche gli archivi sembrano voler sottolineare i settori in cui fu più urgente l'impegno degli amministratori francesi.
La scarsezza dei raccolti, la fame e la carestia alle porte , i disordini continui in Roma e nei 8 dipartimenti in cui fu diviso lo Stato pontificio, costituiscono lo sfondo cupo su cui emergono almeno due  obiettivi  categorici: rifornire Roma  di grano  per consentire la panificazione e assicurare alla truppe francesi e romane le sussistenze. 

REQUISIZIONI.  Mentre imperversano la carestia e le diserzioni interessano anche i soldati francesi,  si assiste alla scomparsa della moneta metallica, conseguenza della grave crisi finanziaria, e all' esodo verso le regioni limitrofe dei mietitori affamat. Il  governo francese messo di fronte a questa situazione cupa, comincia a gravare le comunità locali con pesanti requisizioni e contribuzioni. Ogni paese è vessato da requisizioni e da contribuzioni di ogni genere, e spesso riceve la visita di un gran numero di commissari e di agenti repubblicani, inviati per ottenere il massimo per l’approvvigionamento dell’esercito. La situazione che ne scaturisce è drammatica, e in  molti casi  da luogo al diffuso fenomeno delle insorgenze contro i francesi.
  Credo repubblicano
RIORGANIZZAZIONE POLITICO-AMMINISTRATIVA. Il biennio 1797-99 porta quindi a Roma e alle comunità locali dello Stato pontificio gravi problemi.
Appena istituita la Repubblica, si dà inizio a una riorganizzazione totale, di cui gli archivi recano traccia : un nuovo sistema politico e amministrativo, finanziario ed economico, ma anche una ridefinizione dei modi di vita sociale e religiosa. Tutto il territorio è diviso in dipartimenti e questi in cantoni, che riunivano più municipalità: cancellando le precedenti articolazioni amministrative.
Il territorio dell'ex Stato pontificio è diviso in 8 dipartimenti: Cimino, Tevere, Clitunno, Circeo, Metauro, Trasimeno, Tronto, Musone, e quindi in cantoni e questi in municipalità. 
LE CARTE D'ARCHIVIO. Le carte conservate nell'Archivio di Stato di Roma nella Presidenza dell'Annona e grascia e nella Miscellanea della Repubblica Romana rappresentano un'importante fonte per studiare questi fenomeni .
In questo
Papa Pio VI lascia Roma (20-2-1798)

carteggio si trovano riferimenti precisi a : assegne presentate dai produttori agricoli; esemplari di leggi appena emanate e trasmesse direttamente alle  comunità locali, spesso con note e osservazioni; esemplari di petizioni popolari;  esposti contro le requisizioni e contribuzioni ; richieste di pagamenti per i generi somministrati alle compagnie dei fornitori; apertura di nuovi forni, migrazione dei mietitori controversie fra comuni e affittuari di forni, problemi circa il trasporto del grano nella capitale, erezione di Monti frumentari, esposti per ruberie di grano, richieste dei fornai per  portare armi, esposti contro le requisizioni di grano prodotto (etc).
Il carteggio conservato è scambiato fra i ministri degli uffici centrali (cioè Interno, guerra e affari esteri , Giustizia e polizia) con le varie autorità municipali (prefetti consolari dei vari cantoni, commissari per le sussistenze, edili, pretori etc). In particolare al Ministro dell'interno è inviata documentazione che si riferisce  alle materie annonarie, al ministro della guerra quella strettamente relativa alla fornitura di sussistenze alle armate; al ministro della giustizia i casi di reati commessi su queste materie.
Non tutta la documentazione proviene però dalle comunità locali, anche se  su tutto emerge la voce  delle istituzioni centrali, insediatesi nei bei palazzi romani.   
Relazioni e rapporti  hanno però un comun denominatore: il tentativo di garantire l’ approvvigionamento di Roma  e  dell’armata francese e romana, requisendo grano e altri generi di prima necessità. Per questo scopo  ci si deve occupare anche del loro pagamento, del trasporto a Roma, denunciando inoltre le molte irregolarità rilevate. (Si aggiungono quindi dei particolari interessanti: ad esempio il caso di un battello corsaro che in località Porto Ercole depreda un bastimento romano carico di grano e formaggio, quindi si parla delle misure da adottarsi per garantire la navigazione sicura da Civitavecchia a Fiumicino). 
Qualche spunto merita una segnalazione: il progetto per fare un mercato del grano correlato al libero commercio; il problema delle liquidazioni di prestiti fatti da privati per le sussistenze alle armate; le liquidazioni da parte della Commissione di liquidazione di lavori fatti per le truppe alla caserma di Trinità di Monti, al quartiere di cavalleria nel cortile della Minerva, a Palazzo S. Giovanni in Laterano, nel convento di S. Agostino, S. Silvestro a Monte Cavallo per la costruzione di stalloni per la cavalleria e i restauri ai granai alle Terme; l’andamento dei forni a Roma e in atri località, la qualità del pane e sua scarsezza, la proibizione dell'esportazione del grano e altri generi, la mancanza di legna e fascina indispensabile per i forni di Roma. Infine  si segnalano vari rapporti degli Agenti generali per le sussistenze : alcuni fascicoli interessano invece la posizione di Guglielmo Terziani, commissario generale delle sussistenze, altri la  compagnia Cavagnari.
Infine, la frase del titolo è riferita alle proteste organizzate dalla popolazione romana.
____________
*Ricordiamo che il trattato di Tolentino imponeva la Papa il pagamento di 30 milioni di lire tornesi, il controllo militare di Ancona, la cessione di centinaia di opere d’arte e di preziosi codici.Non mancarono episodi di resistenza, anche popolare, alla spoliazione legale dei tesori vaticani.