25 marzo 2008

Fontana di Trevi. Uno sguardo ai documenti contabili..

 

ASR,Catasto urbano
 particolare di Fontana di Trevi
I lavori fatti per la costruzione di fontana di Trevi sono ben documentati nelle carte dell'ufficio di Computisteria dell'archivio  della Presidenza degli acquedotti urbani, conservato presso l'Archivio di Stato di Roma. 
In  gergo archivistico sono tre  filze , intendendosi con questo termine un fascio di scritture cucite insieme e coperte da una cartapecora o cartone fermato con lacci.

Banco di Napoli,
esempio di filza

 
LE FATTURE PER I LAVORI DI FONTANA DI TREVI.  Possiamo infatti leggere  conti  e fatture (che vanno dal 10 settembre 1728 al 14 febbraio 1753) presentati per i lavori eseguiti per la costruzione di questa monumentale fontana dalle maestranze all'amministrazione pontificia per essere pagati per le attività svolte.
L'amministrazione degli acquedotti , a cui spettava il pagamento delle spese fatte per le fontane di Roma,  conservava questo tipo di documenti  (le cosìdette pezze d'appoggio) per mantenere la memoria dei pagamenti fatti .
Infatti tutti quelli che avevano ricevuto l'incarico di eseguire i vari lavori necessari per l'esecuzione di questa grandiosa opera dovevano presentare all'amministrazione pontificia le loro fatture per essere pagati.
Sebbene si tratti di scritture contabili, sono comunque carte preziose!! Perchè vengono descritti e consegnati alla storia della fontana più famosa del mondo il dettaglio dei lavori fatti, e a seguire la descrizione dei materiali impiegati.
I conti sono tutti tarati dall'architetto Nicola Salvi responsabile dell'esecuzione del progetto di Fontana di Trevi.

I MANDATI DI PAGAMENTO. Va inoltre tenuto presente che l'atto successivo al controllo delle fatture  è il mandato di pagamento, con cui  il creditore poteva presentarsi di solito al Monte di pietà di Roma , che scolgeva il compito di banca centrale dello Stato, per farsi pagare..
La lettura dei mandati di pagamento permette di ricavare interessanti particolari: dal nome  intestatari dei mandati, alle somme da liquidare e alle causali del pagamento.
Per intestatari dei mandati si intendono sia i nomi delle maestranze (chiavari, muratori, facchini, trasportatori delle pietre, stagnari, muratori , fontanieri, scalpellini, intagliatori, falegnami, vetrai, imbiancatori etc), ma anche per gli artisti (vedi lo scultore Benaglia) a favore dei quali il mandato si spediva.
Insomma ci si trova così di fronte ad un mondo sommerso di artigiani e artisti che , come in un affresco corale, contribuirono al perfezionamento di una grandiosa opera d'arte,  diventata uno dei simboli della città eterna. La lettura di tutti questi conti, spesso assai minuziosi, permette di vivificare il notevole lavoro occorso e dimostrare la buona organizzazione delle diverse fasi e tipologia di lavori richiesti per portare a termine il progetto di Nicola Salvi.

LE CARTE D'ARCHIVIO E LA BIBLIOGRAFIA. L'Archivio di Stato di Roma conserva tali conti nel fondo Presidenza degli acquedotti urbani
Questo post è una sintesi di un articolo dal titolo "Le fonti per l'Ornato di Fontana di Trevi" di Marina Morena pubblicato in "Fontana di Trevi. La storia, il restauro" a cura di Luisa Cardilli, Ed. Carte segrete,1991.