30 ottobre 2007

Lavori pubblici a Roma. Liti e controversie da risolvere (1567 - 1588).


Piazza S.Pietro,
incoronazione di Sisto V (1588)
Oltre ai suoi abitanti, Roma aveva, e ha, sempre attirato una quantità enorme di gente. Pochi mesi prima del Sacco di Roma, cioè nel 1526, fu compilato un censimento. 
Un documento importantissimo e raro per conoscere Roma e i suoi abitanti! 
Raro perchè è il primo documento, dall’antichità, che offre un panorama complessivo della popolazione romana:un anno prima dell’arrivo dei lanzichenecchi di Carlo V, che la metteranno a ferro e fuoco.

CENSIMENTO DI ROMA SOTTO CLEMENTE VII (1523 -1534). Prima del Sacco, Roma raggiungeva le 55.000 unità. La Descriptio Urbis o censimento della popolazione di Roma è un documento fondamentale per la storia di Roma all’inizio dell’evo moderno. Offre preziose informazioni  sui singoli individui,  sui lavori che assicuravano ai romani i mezzi di sostentamento, sulla suddivisione degli abitanti nei vari rioni, sul luogo di nascita degli immigrati che costituivano una larga parte della popolazione. 
Nonostante i saccheggi, le pestilenze, le carestie, la situazione della città nel corso del 1500 è aggravata dall'aumento della popolazione. L'espansione demografica della città si accompagna sempre alla necessità di nuovi edifici civili e religiosi,  e il collegamento con il settore delle strade e degli acquedotti  è di fondamentale importanza.

A.Tempesta, pianta di Roma
(1593), dettaglio di P.zza S.Pietro
CONGREGAZIONE SULLE VIE, I PONTI E LE FONTI. Tuttociò è ampiamente testimonianto da molti documenti conservati in archivio. In particolare vogliamo segnalare i registri di una Congregatio super viis, pontibus et fontibus, che si riunisce a partire dal 4 aprile 1567 per arrivare  fino al 1588. (vedi nota)
Problemi, controversie, liti, contrasti fra interessi privati e pubblici a Roma non mancavano certo! Ieri, come oggi.
Ne sono specchio fedele  tre registri di decreti prodotti da questa Congregatio. 
I verbali, redatti a conclusione di ogni seduta, contengono le registrazioni delle materie trattate nelle riunioni, indette per ascoltare vertenze e prendere decisioni in merito.
Come dire, una testimonianza di un interessante e poco noto spaccato di vita urbana a Roma per i secc. XVI-XVII, che contribuisce anche ricostruire la linea politica adottata dai pontefici verso il settore dei lavori pubblici.
I lavori di questa congregazione anticipano l’assetto organizzativo dei vari settori dell’amministrazione pubblica ideato dal grande pontefice Sisto V nel 1588.

Sisto V
I DECRETI. I tre registri  prodotti dalla Congregazione super viis, pontibus et fontibus,  contengono  decreti relativi per lo più alla viabilità e all’edilizia urbana di Roma e dal settembre 1568, decreti fatta pro aqua Salonis, cioè per l'acqua Vergine.
Tutte le questioni  che insorgevano in questi settori  venivano dalla magistrature competenti  statali e comunali (cioè presidente delle strade, i maestri di strade, e conservatori per il comune romano)  sottoposte al giudizio dei potenti cardinali. E le vertenze relative ai lavori pubblici erano tante e disparate !!!
Questi cardinali possono considerarsi come dei Commissari super partes del pontefice, che svolgevano un controllo e un raccordo fra le rissose magisture statali e le preesistenti magistrature capitoline.
Da sempre la gestione delle strade e le acque erano state collegate fra di loro, e così questa congregazione si occupa dei due settori per un breve lasso ditempo, fino al 1570. Quando si costituisce un apposito organismo per la gestione dell’acquedotto Vergine.  
Un intreccio molto complesso, denso di conflitti e scontri fra interesse pubblici e privati, che va avanti da un lungo periodo. 
C'è in gioco il controllo dell'espansione urbanistica di Roma, con tutto quello che ne consegue in termine di investimenti di capitali e di  appoggi alle diverse fazioni romane.

CONFLITTI CON I MAESTRI DI STRADE. Dei conflitti esistenti, ne fa fede un altro provvedimento del papa con cui nel 1566 due cardinali,  Giovanni Ricci e Flavio Orsini - con motu-proprio di Pio V- sono nominati : superintendentes all’ufficio dei maestri di strada, antica magistratura del comune capitolino, operante a Roma già dal secc. XIV- XV.
 Si scatena così un putiferio fra questi potenti funzionari e gli altrettanto potenti cardinali. i maestri saranno i vincitori di questa contesa.


L. Bufalini, pianta di Roma del 1551
 I due cardinali però vedranno aumentare i loro poteri nel 1570, in quanto  Pio V, insieme con i conservatori e con tre nobili romani, li deputa alla gestione dell’acquedotto Vergine, che si stava ripristinando.
Quale era il loro mandato? Essi avrebbero dovuto in primo luogo controllare i diritti e privilegi di quei privati che già godevano di acqua, e rimuovere le fontane abusive; subito dopo si sarebbero dovuti occupare della distribuzione dell’acqua Vergine mediante la costruzione di fontane nelle località ritenute più opportune e della distribuzione della stessa con conseguente tassazione, necessaria per la sistemazione delle utenze dell’acqua e delle fontane.

BIBLIOGRAFIA E FONTI. Per il censimento cfr. D. Gnoli, Censimento di Roma sotto Clemente VII, in Società romana di storia patria, v.17- anno 1894
Le notizie sulla Congregazione sono in  Pro ornatu et publica utilitate... a cura di C.Genovese e D.Sinisi, Roma, Gangemi ed.2010.
I tre volumi dei verbali di questa Congrgazione sono conservati nell'Archivio di Stato di Roma.
Questo post è liberamente tratto da Marina Morena "Acquedotti e magistrature (sec. XIV-XIX)" pubblicato in "Fontana di Trevi. La storia , il restauro" a cura di Luisa Cardilli, Ed. Cartesegrete, 1991