La città di Comacchio si trova al centro del vasto complesso lagunare compreso fra il Po di Primaro, il Po di Volano e il mare. Già nel medioevo era un borgo fiorente, al centro di contese fra gli estensi e i pontefici e i veneziani per il florido commercio collegato alla pesca e all'allevamento delle anguille, alla loro conservazione e vendita. Ieri come oggi, la pesca dell'anguilla è la preziosa risorsa della zona.
LE VALLI DI COMACCHIO E LA PESCA. Ritornata Comacchio ai pontefici dopo il trattato , la cosìdetta faentina del 1598, il pontefice Clemente VIII (1592 - 1605) cerca di favorire la popolazione locale con l'affidamento delle attività collegate alla pesca esclusivamente a comacchiesi e, in particolare ad alcune cooperative di pescatori e artigiani. La rendita derivante dall'affitto era comunque notevole da gestire per l'amminstrazione pontificia, che non aveva ancora ben chiari la problematica legata alla pesca, allevamento e conservazione del pesce.
Dopo l' emanazione di vari provvedimenti, tutti a favore della popolazione locale, le valli vengono, come era nel precedente regime estense, affittate alle cooperative comacchiesi, che pagavano una canone di affitto. Gli utili invece, e questa era un'importante novità, rimanevano nelle mani di questi affittuari. Rispetto alle sue potenzialità, questa attività su cui viveva l'intera città di Comacchio, era in quei tempi ben lontana dai redditi che avrebbe avuto successivamente.
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1725, Comacchio e le sue valli (collezione privata) |
L' APPALTO DELLA PESCA. In effetti, un cambiamento di rotta si ha soltanto con il pontificato di Benedetto XIV, il bolognese Lambertini (1740- 1758) quando la Camera apostolica volta pagina nella gestione di alcune attività particolarmente redditizie.

